Dura contestazione del Movimento 5 Stelle in Aula al Senato, durante il minuto di silenzio dedicato a Giulio Andreotti. La bagarre si scatena quando, al momento della verifica del numero legale dei senatori, il gruppo M5S lamenta irregolarità nel sistema elettronico e protesta con veemenza contro il vicepresidente del Senato, Valeria Fedeli: “Il sistema non ha funzionato. Non ci sono stati i cinque secondi, questa è una vergogna. Questa non è una democrazia. Non ci ha dato il tempo, Presidente”. La seduta viene sospesa e riprende minuti dopo con il minuto di raccoglimento in memoria di Giulio Andreotti. Ma il dissenso dei senatori Cinque Stelle prosegue senza tregua. “Noi avevamo chiesto la verifica del numero legale. Questo minuto di silenzio è per la morte della democrazia”, contesta Roberta Giarrusso. “Non ci ha fatto votare”, urla Paola Taverna. Dal gruppo Pdl qualcuno grida: “Cacciateli fuori”. Al termine del tributo ad Andreotti, è il senatore Pd Luigi Zanda a prendere la parola sull’ordine dei lavori: “Il Regolamento non si rispetta urlando contro la Presidenza e interrompendo il minuto di silenzio osservato per ragioni di lutto. Onorevoli colleghi, noi abbiamo davanti una legislatura da passare insieme. Signora Presidente” – continua – “se questa gazzarra deve continuare, io le chiedo di sospendere la seduta”. Si associa alla richiesta anche Benedetto Della Vedova (Fli): “Quello che abbiamo appena vissuto sarebbe un precedente ingiustificabile e pericolosissimo per i lavori del Senato, a prescindere da chiunque dovesse poi comportarsi così in futuro”. Interviene anche il senatore Luis Alberto Orellana del M5S che ribadisce: “Signora Presidente, voi che sedete in altri banchi non avete assistito a quello che è successo tra i nostri. Io ho visto i miei colleghi inserire la mano nel dispositivo e, mentre uno risultava richiedente la verifica, l’altro no. Ciò dimostra che ci sono dei problemi tecnici”. E aggiunge: “Ragionevolezza avrebbe voluto che si fosse nuovamente votato immediatamente dopo aver rilevato il problema: ci sarebbero voluti due secondi e tutto questo non sarebbe successo. Invece”- prosegue -“c’è stata una rigidità che noi temiamo sia servita a consentire a più senatori di entrare in Aula. E’ questa l’ingiustizia che non accettiamo” di Gisella Ruccia

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