“Dicono che la guerra civile o la guerra civile fredda tra destra e sinistra è finita”. Così esordisce nel suo editoriale Marco Travaglio, che analizza le esplosioni di gioia di vari giornalisti per il nuovo governissimo Pd-Pdl. “Insomma” – continua – “con Letta, Enrico e non Gianni, è scoppiata la pace”. Il vicedirettore del Fatto Quotidiano menziona Scalfari, che ha paragonato l’esecutivo al governo Badoglio, e Ferrara, secondo il quale la Convenzione costituzionale probabilmente presieduta da Berlusconi è paragonabile al Cln, il Comitato di Liberazione Nazionale. “Ma dimentica” – osserva Travaglio – “che la guerra era tra fascisti e antifascisti. Vinsero gli antifascisti e nessuno si è mai sognato di scrivere la Costituzione coi fascisti”. E aggiunge: “Ammesso e non concesso che ci sia stata una guerra tra berlusconiani e antiberlusconiani, il governo Badoglio, il governo De gasperi e il Cln non c’entrano niente”. Travaglio poi ripercorre doviziosamente la presunta guerra civile tra centrodestra e centrosinistra negli ultimi 20 anni, in primis i favori del centrosinistra a Berlusconi: dal conflitto di interessi alle concessioni televisive fino alla legge Gasparri. E, last but not least, la votazione dello scudo fiscale

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