Il coordinamento tra le “sorelle del rating” non è una novità. E così, due mesi dopo la scure di Moody’s, anche Fitch taglia la tripla A della Gran Bretagna, portandola a AA+ con outlook stabile. L’unica agenzia a mantenere il giudizio massimo sul debito inglese è a questo punto soltanto Standard & Poor’s, che ha però minacciato il Paese in diverse occasioni.

Fitch, tuttavia, non si è limitata a rivedere il merito creditizio di Londra. Oltre a strapparle il rating più alto, l’agenzia ha anche tagliato le stime di crescita del Regno Unito a +0,8 per cento nel 2013 e +1,8 per cento nel 2014. L’intervento di Fitch, si legge in una nota, è dovuto a “previsioni economiche e fiscali più deboli” per il Paese. Nonostante la “forte flessibilità di finanziamento fiscale”, infatti, le possibilità di assorbire situazioni economiche avverse e shock finanziari “non riflette più un rating AAA”. 

Fitch ha preso provvedimenti all’inizio di marzo anche contro l’Italia, abbassando il giudizio sul debito sovrano a BBB+ da A-. Una scelta che era stata motivata dall’esito “non decisivo” delle elezioni del 24 e 25 febbraio e dai dati del quarto trimestre 2012 “che confermano come quella italiana sia una delle recessioni più profonde in Europa”.

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

I numeri sbagliati dell’austerità (e degli economisti)

next
Articolo Successivo

Usa, i soldi destinati alle piccole imprese? Usati dalle banche salvate

next