Pietro Grasso prende le distanze dalla discussa nomina del senatore Antonio D’Alì, che secondo i pentiti sarebbe in rapporti con Cosa Nostra, mandato a Bruxelles per rappresentare il Parlamento italiano in seno all’Apem, l’Assemblea Parlamentare Euro Mediterranea. “Il presidente del Senato non nomina i rappresentanti dell’Assemblea Parlamentare Euro-Mediterranea”, afferma lo stesso Grasso su twitter. “Può solo prenderne atto e comunicare le designazioni dei partiti”.

Non si è fatta attendere anche la reazione del Pdl in difesa di D’alì. “L’attacco del Fatto di oggi al presidente Grasso e al senatore D’Alì è assolutamente falso e pretestuoso“, ha dichiarato Giuseppe Esposito, vicecapogruppo del Pdl al Senato, sottolineando che D’Alì “non è mai stato rinviato a giudizio per rapporti con la mafia e lui stesso ha chiesto il rito abbreviato, che si trascina da due anni solo per evidente pratica ostruzionistica dei pm, in virtù di atti difensivi che certificano documentalmente la sua totale estraneità”.

“Tanto più – aggiunge Esposito – che la testimonianza del pentito che lo accusa non è stata neanche ammessa dal magistrato agli atti del procedimento, perché giudicata ininfluente”.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

Quirinarie M5S: su Liquid Feedback vincono Gabanelli e Rodotà

prev
Articolo Successivo

Papa Francesco nomina otto cardinali per studiare una riforma della Chiesa

next