“Di tempo non ce n’è più. In Italia e in Europa c’è invece un forte rischio di autoritarismo. Le persone devono mobilitarsi”. L’allarme è quello rilanciato oggi da Maurizio Landini dalla Camera del lavoro di Milano, dove il segretario generale della Fiom chiuderà la riunione dei delegati del capoluogo lombardo. Un appello “a difendere la democrazia nell’azione e nella pratica”, rivolto non solo ai metalmeccanici, spiega il sindacalista, “ma anche ai giovani, ai precari, ai lavoratori della scuola”. Quanto al futuro governo, Landini respinge categoricamente una riedizione della linea seguita dai tecnici di Mario Monti. “Non un governo qualsiasi”, dunque, “ma un esecutivo che cambi le scelte sbagliate fatti in questi anni”. Le proposte anti-austerity della Fiom sono note. “Non si esce dalla crisi senza un piano straordinario di investimenti”, chiarisce una volta per tutte Landini, che spinge perché la politica chieda all’Europa di rivedere le sue posizioni e liberi risorse. Per dare lavoro a chi non ne ha, a costo di ridurre l’orario di lavoro e ridistribuire quello che c’è. Ricette che sono già sul tavolo dei gruppi parlamentari. “Ci hanno risposto in molti”, racconta il numero uno della Fiom, “Pd, Sel, ma anche il Movimento 5 stelle. Giudicheremo i fatti”. Intanto un incontro è già fissato. Quello del 18 maggio, in piazza a Roma, dove i metalmeccanici della Cgil hanno dato appuntamento ai tutti i lavoratori per una manifestazione nazionale  di Franz Baraggino

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