Il presidente degli Stati Uniti Barack Obama ritiene che “ci vorrà oltre un anno o giù di lì”, perché l’Iran realizzi una bomba atomica, ma “faremo in modo che neanche riescano ad avvicinarsi”, a questo obiettivo. Alla tv israeliana il presidente – che dal 20 marzo sarà in a Gerusalemme – ha rassicurato gli israeliani su quella che è la loro principale preoccupazione ribadendo per l’ennesima volta che tutte le opzioni sono sul tavolo, inclusa quella di un attacco, se tutti gli sforzi diplomatici con l’Iran dovessero fallire. ”Ho detto al premier Netanyahu, come fatto negli anni precedenti, che il mio messaggio per lui sarà lo stesso di prima. Se possiamo risolvere la questione diplomaticamente – ha aggiunto Obama – sarebbe una soluzione più duratura, ma se non fosse cosi, continuerò a tenere tutte le opzioni sul tavolo”.

Teheran ha annunciato, infatti, di aver sperimentato “con successo” due “nuovi” missili e razzi chiamati “Nazèat-10” e “Fajr-5” durante un’esercitazione di terra iniziata nella provincia di Isfahan, nell’Iran centrale. Secondo l’agenzia ufficiale iraniana Irna l’esercitazione punta a sperimentare razzi e missili avanzati “dimostrando la potenza delle Forze armate di terra” e “le migliorate capacità del personale dell’esercito”. I Fajr fabbricati in Iran, soprattutto quelli di ultima generazione denominati appunto Fajr-5, nell’autunno scorso erano stati i protagonisti della reazione di Hamas all’attacco israeliano alla Striscia di Gaza: i vettori, lunghi quasi 10 metri e installati su postazioni mobili lanciamissili, erano stati lanciati fin sopra Tel Aviv e Gerusalemme, esponendo per la prima volta le città israeliane a questo tipo di attacchi.

Il Fatto Internazionale - Le notizie internazionali dalle principali capitali e il dossier di Mediapart

ISCRIVITI

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Siria, Francia e Inghilterra: “Armi a ribelli anti-Assad, anche senza mandato Ue”

next
Articolo Successivo

I marò, il voltafaccia italiano e le parole di Napolitano

next