Stamattina per strada a Bologna c’era un gran casino, ma visto che ero al telefono con Nino Carollo e Ivo Germano per un intervista radiofonica ebaut New gold dream e altre storie degli anni ottanta, il mio prossimo libro che uscirà a luglio (Si, è una marchetta) non ci ho fatto tanto caso.

Smartfon all’orecchio, braccio fuori dal finestrino con Rolex patacca, pizza, pop corn, patatine e cocacola, musica techno a manetta, guida senza cintura. Una mattina bolognese come tante, ma c’è qualcosa di strano.  Lo capisco perché per compiere un tragitto di quattrocento metri ci sto impiegando quaranta minuti e mi trovo bloccato in mezzo al traffico.

Che faccio? Non mi resta che consultare l’oracolo feisbuc e  il lamentoso gruppo Una Bologna peggiore è possibile e trovo la risposta.
Sciopero TOTALE E A SORPRESA DEGLI AUTISTI AUTOBUS T-PER ED SUGNER, l’ATC per chi è un po’ distratto, l’ATAC per chi è di Roma, “quelli degli autobus” così capiscono  tutti.
Fantastico!

E fantastici i commenti del popolo della sopravvalutatissima rete:
“Sciopero ben riuscito. Non passa un bus che è uno” 
“Gli autisti di autobus son la vera casta”
“Sciopero selvaggio, il 91, pienissimo, da Calderara è passato, gli altri no”
“Propongo un harlem shake alle fermate”
“Gli autisti TPer hanno tutta la mia solidarietà… anche se non serve a una cippa”
“Immagino che a lamentarsi di più sia chi non ha mai pagato il biglietto e pensa che il citypass pass sia un biglietto d’invito ad una festa cittadina”
“Un canchero a tutti loro!”
“Mio marito è là a picchettare”

Non mancano ovviamente i maronai so tutto io che alternando commenti sul passato del Papa e su come organizzare il prossimo governo scrivono “Dato che gli azionisti di Tper sono la Regione Emilia-Romagna (46,13% delle quote), il Comune di Bologna (30,11%), la Provincia di Bologna (18,79%), qualcuno dovrà dare delle risposte , convocare i vertici e avviare azione di responsabilità , informandone la cittadinanza”

Diversa la situazione nel quartiere Costa Saragozza dove i patatini benestanti ne approfittano per trasformare questo momento di disagio in un’occasione di gioco ecosostenibile “Carsharing di genitori x bimbi Longhena. Autogestione ottima. Chi aveva mezzi grandi li ha usati x caricare”. Seguirà fagiolata bio. I ricchi hanno una marcia in più, non c’è che dire.
Però dai, finalmente uno sciopero vero, di quelli che creano disagio vero a tutti. Alla francese. Non se ne vedevano da tempo.

Se non crei un disagio, a cosa serve lo sciopero? A prendersi un giorno di vacanza non retribuito per andare a fare sciopping da Zara o da H&M? E perché no… visto che di solito gli scioperi si fanno di venerdì, perché non approfittarne per andare al mare d’inverno che, come ben sapete, è come un film in bianco e nero visto alla tv?
E’ un’idea.
Il più è riuscire a raggiungere il casello dell’A14. 

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