Nel 2008, in Estonia ben 50.000 persone si sono ritrovate con l’intento di ripulire il proprio Paese, letteralmente. E lo hanno fatto: in sole cinque ore, hanno liberato le strade, le città e le foreste da 10mila tonnellate di rifiuti illegali. L’iniziativa estone, nata per opera dell’organizzazione Let’s do It! World, da quel momento in poi ha coinvolto tantissime altre realtà, prima in Europa e poi in tutto il mondo. Tanto che, ad oggi, sono ben 96 le nazioni in cui è presente una delegazione che condivide il messaggio e i valori di questo progetto, agendo localmente.

Ogni anno le delegazioni nazionali organizzano un grande evento di pulizia, il Clean Up Day, durante il quale si cerca di sensibilizzare la popolazione locale sulla necessità di rivedere il concetto di rifiuto. “Let’s Do It! Italy vuole modificare il rapporto tra la società e il modello di produzione, ripensare l’uso delle risorse e lo smaltimento dei rifiuti”, scrive la delegazione italiana in un comunicato: “Nell’ottica della riduzione di questi ultimi, del riutilizzo dei prodotti, del riciclaggio dei materiali e della riprogettazione delle dinamiche di produzione dei beni di consumo”.

Fra gli obiettivi, spiccano di sicuro quello di volere contribuire a sviluppare un piano d’azione comune per superare il dramma dei rifiuti smaltiti illegalmente; quello di sostenere e condurre attività di ricerca e sviluppo che offrano soluzioni per nuovi sistemi di gestione delle risorse naturali e per ridurre al minimo gli effetti dell’inquinamento; sviluppare una campagna di comunicazione che consenta di sensibilizzare, con tutti i mezzi, circa l’importanza delle azioni che ogni individuo può mettere in pratica. Per questo, gli organizzatori si propongono anche di organizzare eventi formativi circa le problematiche ambientali. Occorre dunque “unire le forze”, insomma, soprattutto se si considerano aree problematiche come quella partenopea.

In Italia, Let’s do it! Partirà a settembre dal Parco Nazionale del Vesuvio. Ormai simbolo del disastro italiano in materia di gestione dei rifiuti, negli ultimi anni il Vesuvio ha fatto da sfondo a decine di reportage e foto sull’emergenza rifiuti a Napoli, che hanno fatto il giro del mondo. “Ci sembra opportuno cominciare proprio da qui, riappropriandoci di un territorio che da oltre 40 anni è ostaggio di sversamenti illeciti e abusi”, scrive la delegazione italiana: “Vogliamo che, da simbolo di degrado, il Vesuvio diventi un emblema delle opportunità offerte da una sana relazione con l’ambiente che ci circonda”.

Obiettivo, dunque, è fra gli altri quello di agire in prima persona, smettendo di delegare sempre tutto ad altri. Il tutto, accendendo i riflettori a livello internazionale sulla realtà del Parco Nazionale del Vesuvio: “Un sito che dovrebbe essere protetto per definizione ma che versa in stato di degrado ed abbandono, accogliendo discariche abusive e non”. Grazie a un’applicazione realizzata per Let’s do it! World e disponibile su iPhone e Android, si intende geolocalizzare i rifiuti e realizzare una loro mappatura. In questo modo si renderà più efficace quella che si prospetta come una grande azione di pulizia, in un solo giorno, dei luoghi individuati. 

“Saranno organizzati momenti collettivi di formazione e informazione sulla portata della questione rifiuti nel Parco, oltre a eventi e manifestazioni sul territorio rivolti a sensibilizzare i cittadini e convogliare le loro forze verso il progetto”, fanno presente gli eco-attivisti: “Cercheremo anche l’appoggio degli Enti e delle realtà associative esterne all’area del Parco, per fare in modo che il progetto si estenda progressivamente, coinvolgendo non solo l’intera regione Campania ma anche tutta l’Italia e, attraverso la nostra rete internazionale, il resto del Mondo”.

Che dire, insomma: Let’s just do it!

Twitter: @AndreaBertaglio

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