In Italia ci sono 2,3 milioni di anziani, di cui due terzi con oltre 75 anni, e soltanto uno su cinque usufruisce dell’Assistenza domiciliare integrata (Adi). L’allarme è stato lanciato dal sindacato dei pensionati della Cgil, che sottolinea invece il continuo aumento del numero di ricoveri presso strutture residenziali, che sono arrivati a oltre 300mila.

“Sulla non autosufficienza”, avverte Spi-Cgil, “pesa l’azzeramento da parte del governo di Silvio Berlusconi del fondo per la non autosufficienza, la cui dotazione fino al 2010 era di 400 milioni di euro”. Mentre il governo di Mario Monti “ha ripristinato solo parzialmente le risorse da destinare al fondo per una cifra di 275 milioni di euro, che sono assolutamente insufficienti e che non bastano per affrontare quella che è a tutti gli effetti una vera e propria emergenza nazionale“.

Qualcosa in più, secondo il sindacato, è stato invece fatto sul fronte dell’Adi attraverso la riprogrammazione dei fondi per la coesione territoriale, che ha visto lo stanziamento di 380 milioni destinati alle regioni del Mezzogiorno. “Chi si candida a governare il Paese”, conclude lo Spi-Cgil, “deve avere tra le sue priorità un intervento urgente sulla condizione degli anziani ed è per questo che insieme a Fnp e Uilp chiediamo fin da subito che il nuovo governo definisca immediatamente una legge nazionale sulla non autosufficienza”.

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