Siamo chiamati a votare di nuovo anticipatamente: ormai la regola senza eccezioni e la scelta è sempre più ardua. Come al solito non voto un candidato ma un pool di candidati. Se voto quella lista mi devono andare bene tutti coloro che sono stati inseriti da un padre-padrone. Sappiamo  tutti che in molte liste qualche persona che ha fatto politica non c’è più: rompeva le scatole. E allora fuori. Mobbing, vendette personali  ed epurazioni sono all’ordine del giorno anche in politica. Il concetto di democrazia ha preso un significato diverso da quello che pensavamo fosse la colonna della nostra costituzione.

Dal momento che non mi sento di non votare essendo questo un diritto acquisito che a noi donne è costato  fatica, ho necessità di scegliere la lista che credo meglio interpreti il concetto di democrazia, i principi fondamentali della costituzione e quelli di onestà…

Dal momento che non esiste più in nessun partito un’ideologia a cui far riferimento, occorre darsi dei criteri per poter scegliere la lista che pensiamo idonea  a governare il paese. Quali sono dei possibili criteri di selezione? Ne elenco alcuni che saranno il leit-motiv della mia scelta. Analizzo i miei criteri di esclusione .

Non sceglierò nessun partito che abbia in lista

1- persone indagate, già rinviate a giudizio o condannate, o con una morale comunque discutibile. Con tutti gli ultimi scandali di corruzione politica abbiamo dei capigruppo che hanno inserito alcune di queste persone, di nuovo, in lista. Per informazione vedi La Stampa, vedi l’Espresso, vedi la denuncia di Franca Rame, vedi Repubblica di venerdì scorso. Ci si chiede come mai col vento che tira un capogruppo include persone con la fedina penale sporca? Sospetto un patto do-ut-des. In Internet si dovrebbe trovare materiale sufficiente per fare la selezione al proposito.

2- Ottantenni. L’aspettativa di vita di queste persone è ridotta ed esiste il caso che non riescano a finire la legislatura.

3- Veline, massaie di Voghera, persone che non si siano mai confrontate con direttive europee, testi di legge, ecc.  Non sceglierò nessuna lista  con persone che non abbiano un buon grado di cultura. Non ho niente contro la massaia di Voghera, ma il suo curriculum vitae la identifica come persona esperta sì di economia domestica, ma senza cultura specifica del buon governo. Per governare un paese scientemente è necessario essere in grado almeno di leggere e capire le leggi vigenti, locali o internazionali che siano, e si deve saper legiferare in maniera chiara, univoca e giusta. Persone che hanno già servito lo stato come, magari, i sindaci e altro sono in grado di capire la burocrazia, i regolamenti , ecc. Basta con persone che mettono (ammettiamolo, con successo) nel loro curriculum : presente alla tal trasmissione televisiva o claque di spettacoli di un comico. Insomma, trovo grottescamente assurdo che si affidi la conduzione di un paese di sessanta milioni di abitanti a qualcuno che non saprebbe condurre un banco di frutta al mercato e che ci farebbe fare figure barbine nei consessi internazionali. Nel governo che mi rappresenta voglio, inoltre, persone non solo tecnicamente capaci ma educate, persone che riescano a discutere le loro opinioni in modo intelligente, con proprietà di linguaggio e riguardoso per il prossimo. Non vorrei vedere di nuovo in Parlamento gente che fa a cazzotti o che si tira fette di mortadella. 

4- Candidati senza il capo effettivo, un capo effettivo che ci mette la faccia ma che non si presenta  alle elezioni.  Il “vai avanti tu che mi viene da ridere” non si può proporre in politica. Capigruppo che non sono candidati non riusciranno un domani a dare una coerenza agli eletti dal momento che costui si è chiamato fuori delle istituzioni. Comunque sia la filosofia del “padre-padrone” che comanda standosene fuori dell’arena non è proponibile in un sistema  democratico.

5- Chi ha già raccontato balle e che non è in grado di proporre uno sviluppo credibile di questa società. Ogni capogruppo deve presentare un programma delineando anche le misure per attuarlo. Non è più tempo dei voli pindarici e delle utopie. Non è più il tempo di chiedere agli elettori atti di fede. Occorre concretezza, capacità di valutazione e conoscenza dei meccanismi di base che regolano l’economia mondiale.

6- Persone che non mettano nel loro programma ai primi posti la difesa dell’ambiente, della salute della popolazione, del lavoro; nonché la creazione di nuove economie e di nuovi posti di lavoro.

Su 167 simboli in corsa credo che troverò qualche lista che sia adeguata per questi criteri. So che purtroppo non è più tempo di votare a sentimento. “Quello è stato più convincente in televisione,” “quello fa più bella figura,” ecc. America ed Europa ci stanno a guardare e, se non votiamo per qualcuno di credibile, addio a quel minimo di fiducia di cui ancora (forse) godiamo. La Borsa farà un tonfo ed i nostri risparmi, sempre che esistano, si volatilizzeranno. L’Italia non è isolata dal punto di vista economico: in una rete intricata di connessioni dipendiamo da altri. E anche questo è un altro criterio. 

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