I paperoni si arricchiscono: nonostante la crisi del debito europea e l’incertezza che questa ha creato, i 100 super ricchi del mondo – secondo il Bloomberg Billionaires Index – hanno visto crescere nel 2012 la propria ricchezza di 241 miliardi di dollari a 1.900 miliardi di dollari, ovvero più della ricchezza prodotta dall’Italia e poco meno dell’ammontare del debito pubblico del Belpaese, che in ottobre ha toccato i 2mila miliardi di euro. 

Carlos Slim con il suo impero mediatico in America Latina si conferma l’uomo più ricco del pianeta con 75,2 miliardi di dollari al 31 dicembre 2012, ovvero 13,4 miliardi di in più rispetto al 2011. Il secondo posto va a Bill Gates, il fondatore di Microsoft, con 62,7 miliardi di dollari, il 12,6% in più rispetto all’anno precedente. Amancio Ortega Gaona, il patron di Zara, ha visto crescere la propria ricchezza di 22,2 miliardi di dollari, o il 63%, a 57,5 miliardi di dollari, conquistando la medaglia di bronzo. Warren Buffett, con i suoi 47,9 miliardi di dollari, è solo quarto, seguito dal fondatore di Ikea Ingvar Kamprad con i suoi 42,9 miliardi di dollari, il 16,6% in più rispetto al 2012.

Michele Ferrero è il primo italiano in classifica: al 24mo posto con 22,1 miliardi di dollari, Ferrero precede il finanziere filantropo George Soros (25mo con 21,6 miliardi di dollari) e il co-fondatore di Google Sergey Brin (28mo con 21,2 miliardi di dollari).

L’imprenditore Ernesto Bertarelli è 50mo con 15,2 miliardi di dollari. Leonardo Del Vecchio si piazza in 54ma posizione con 14,2 miliardi di dollari, staccando l’amministratore delegato di Facebook Mark Zuckerberg. La deludente initial public offering di Facebook ha ‘ridottò la fortuna di Zuckerberg, calata nel 2012 di 5,2 miliardi di dollari, o il 29,9%, a 12,3 miliardi.

Dalla classifica stilata dall’agenzia Bloomberg emerge come fra i 100 più ricchi al mondo solo 16 hanno visto calare la propria ricchezza lo scorso anno. Fra questi quello che ha accusato le perdite maggiori è stato il brasiliano Eike Fuhrken Batista, che si è “impoverito” di 10,1 miliardi di dollari e alla fine di dicembre conta solo su 12,4 miliardi.

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