Conferenza stampa di chiusura del giornale diretto da Luca Telese: un’esperienza che l’assemblea dei redattori definisce senza mezzi termini un “giornalicidio“. “Adesso scopriamo che i collaboratori di alcuni inserti non sono stati pagati dal loro primo numero, che i collaboratori sono stati pagati soltanto per una manciata di articoli e non abbiamo garanzia sulla tempestività di questi compensi”, afferma Paola Natalicchio, giornalista e membro del cdr di ‘Pubblico’. “L’azienda ci chiude perché ritiene insufficiente il numero di 4mila copie vendute, rispetto alle loro idee iniziali, ma la verità è che ha investito poco più di 700mila euro per fondare questo giornale e non vuole ricapitalizzare”. Rapporti con il direttore? “Con Telese rapporto ottimo fino all’inizio di questo mese. Ricordiamo che il direttore è anche uno dei soci principali di ‘Pubblico’ e quindi fa parte del gruppo di imprenditori che stanno abbassando la saracinesca e questo noi, non ce l’aspettavamo”. Duro anche Boris Sollazzo giornalista ‘precario’ : “Questa azienda ha giocato con le vite e le carriere dei propri dipendenti, ho avuto varie esperienze di precarietà, alcune – racconta – particolarmente assurde e grottesche, ma mai come questa” . Oggi è prevista l’assemblea dei soci di Pubblico: o si ricapitalizza oppure ci sarà la messa in liquidazione e la fine delle pubblicazioni. Come sembra scontato  di Manolo Lanaro

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