Pier Luigi Bersani sa che una discesa in campo di Monti rappresenterebbe uno scoglio più che credibile alla vittoria annunciata del centrosinistra alle prossime elezioni. E, ai microfoni di Sky Tg24, pur ribadendo il sostegno offerto al governo in questi mesi, esprime le sue perplessità sulla nascita di un nuovo soggetto politico che faccia capo al premier uscente.

“Noi siamo stati lealissimi con lui, francamente non avremmo immaginato che sarebbe stata una contesa, se è così non c’è nessuna difficoltà o problema. L’unica cosa di principio è che non credo che facciano bene all’Italia formazioni politiche costruite intorno alle persone. Tre anni fa ho detto che non avrei mai messo il mio nome sul simbolo, le formazioni devono avere chiarezza, autonomia, devono essere guidate dalle persone e costruite intorno ai programmi e non alle persone”. Il segretario del Pd ribadisce la volontà di andare oltre l’agenda Monti: “Il suo rigore e competenza sono un punto di non ritorno ma dobbiamo cercare di mettere un po’ di equità è di lavoro, perché il tema sociale è prioritario e fin qui è stato affrontato in modo insufficiente”.

Bersani non sembra temere la concorrenza di nuove formazioni centriste: “Io faccio gli auguri a tutti ma non sono affatto preoccupato. Voglio costruire un centrosinistra che abbia disponibilità ad incontrare un centro moderato, europeista, saldamente costituzionale. Che io abbia o non abbia la maggioranza. Sarebbe interessante chiedere a queste formazioni centrali cosa pensano loro del Pd perché noi siamo il partito più grande. Sento cose a volte contraddittorie: qualcuno dice ‘siamo alternativi’, altri dicono ‘siamo colloquiali’. Io non mi sento alternativo al centro moderato, mi sento alternativo a Berlusconi e alla Lega”.

Riguardo a un possibile coinvolgimento di Renzi nel progetto politico del Pd, Bersani lascia le porte aperte: “Ci siamo sempre detti ‘non chiudiamo queste primarie con degli accrocchi strani’. Ciascuno è protagonista della politica, immagino che Renzi vorrà e dovrà essere un protagonista della vita del Pd, partecipare alle decisioni che prendiamo, concorrere a questa grande campagna elettorale”.

E su un possibile confronto televisivo con Berlusconi, si mostra quasi entusiasta: “Dove c’è Berlusconi come si fa a mancare? Io sono disponibilissimo. Mi pare una cosa utilissima, seria. Berlusconi ha il problema di rinverdire le parole d’ordine ma io sono preoccupato per l’Italia. Lui non vincerà ma c’è un problema sociale acutissimo e non può più essere il tempo delle favole. L’Imu va alleggerita per i ceti più bassi ma se Berlusconi vuole cancellarla alle parole aggiunga qualche numero”.

 

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