Tutti pazzi per le primarie. Quelle per candidare il leader hanno fatto registrare qualche lieve traccia di vitalità in un elettorato già prossimo allo stato vegetativo. Così adesso se ne vogliono fare delle altre, per vedere se i segni di vitalità si confermano e l’agonizzante popolo di centrosinistra può essere stubato e respirare da solo.
Perciò: basta con i listini blindati in cui eleggi per forza candidati da segreteria, mediocri ma obbediente o proprio scemi ma portatori di voti. Oggi, ci vuole l’avallo dei cittadini. E i cittadini sono diventati petulanti. Sono stufi di vedere le stesse facce, di ascoltare le stesse prosette promozionali, di contare meno del due di coppe quando la briscola è denari. Vogliono guardare in faccia il candidato, o, meglio ancora, la candidata (oggi tocca candidare il 50% di donne), vogliono valutare programmi e anamnesi, linguaggio e fedina penale. Il candidabile deve essere onesto fino alla santità, non ultrasessantenne e, preferibilmente, di genere femminile, salvo una, paritaria, quota blu. Sarà bello ritrovarselo sotto l’albero e votarlo alla vigilia di capodanno (29 e 30 dicembre).
Tanto siamo troppo poveri per andare in vacanza, no?

Il Fatto Quotidiano, 14 Dicembre 2012

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