Racconta Libero che la nuova Forza Italia che Berlusconi dovrà progettare, varare e proiettare nello spazio politico nei prossimi due mesi, “può raggiungere il Pd al 30%”. A patto, però, che l’ex premier sia in grado di innovare la sua squadra politica. O forse sarebbe meglio dire la sua squadra del cuore. Almeno a scorrere i nomi fatti dal quotidiano di Maurizio Belpietro, infatti, le novità avranno un peso specifico politico quasi nullo.

In compenso sarà una sfilata di vecchie glorie, fedelissimi e cloni del patron del Milan. Dice l’ex ministro Renato Brunetta ai microfoni di Sky che i nomi in questione sono solo il frutto della fantasia del cronista di Libero. Tant’è, se Berlusconi può annunciare la sua sesta discesa in campo da Milanello, si può anche credere che le punte di diamante della Forza Italia 2.0 di cui si vocifera da mesi possano davvero essere gli ex difensori rossoneri Paolo Maldini e Franco Baresi, colonne portanti della squadra che vinse tutto negli anni 80-90 (era il secolo scorso) e perché no, oggi volti noti da spendere.

Ma le novità, a dire il vero, si fermano qui. Il resto della pattuglia è il solito mix di imprenditoria familista di Silvio Berlusconi. Che avrà pure “una pila di curriculum così” sulla sua scrivania, ma ricorre sempre al sistema che ha portato al suo fianco gli scudieri più fedeli: la dipendenza economica. A parte Flavio Briatore (“il primo nome che viene in mente”, dice il quotidiano di Belpietro), ecco spuntare Ariedo Braida (oggi dg del Milan, lo immaginiamo a organizzare il consiglio dei ministri), Luisa Todini (consigliere Rai in quota Pdl), e poi Giuliano Andreani, Niccolò Querci e Luigi Ciardiello (oggi Publitalia, un domani, chissà, a gestire le relazioni con il Parlamento).

Non potevano mancare Ennio Doris, boss della banca tutta intorno a te (andrà bene all’economia?) e il medico dell’ex premier Alberto Zangrillo (Sanità?). Ci sono poi gli aspiranti delle primarie mai nate (Samorì e Proto) e persino il direttore del Giornale Alessandro Sallusti, visto che, ci informa Libero, la prossima campagna avrà una “forte tara anti-giudici” (questa sì, una novità!).

Dalla galassia editoriale di famiglia, il Cavaliere vorrebbe strappare anche Gerry Scotti, ma pare che di politica il conduttore non voglia sentir parlare. Pazienza, Silvio perderà il volto buono della televisione. Se accetta, ci permettiamo di consigliargli di sostituirlo con il Gabibbo. Paladino dei più deboli, sulla cresta dell’onda da 25 anni, mai una ruga e nemmeno un processo a carico. In questi tempi bui, potrebbe essere il candidato movimentista ideale, l’anti-Grillo che persino la sinistra cerca da tempo.

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