Metti una musica unz unz che più idiota non si può. Aggiungi uno, con la faccia da disinteressato nonpensante, che cominci goffamente a dimenarsi. Spruzza due passi di ballo che anche un bimbo riuscirebbe ad imitare. Cospargi il tutto con cellulare a portata di giovane e tecnologie di diffusione di massa.
Otterrai quel che è accaduto lo scorso sabato in Piazza del Popolo a Roma. Ore 16.30, un tale Psy – forse psicanalizzato ma certamente parecchio colorato, e agitato – ha aperto le danze di quello che è stato battezzato come uno dei più grandi incontri “made by Facebook” dell’anno. 
 
Niente soldi del biglietto, niente discorsi politici, nessuna accenno al minimo impegno sindacale di un incontro in piazza. Con soltanto un piccolo palco quel che a tutti appare il fratello orientale del pulcino pio – a sua volta cugino minore del papero del Qua Qua Qua  – ha aperto le danze, senza casse, e fatto muovere il fondoschiena di promettenti futuri amici della Maria.
 
Nessun impianto di amplificazione: semplicemente, tutti i giovanissimi arrivati, hanno fatto partire in streaming il brano che già compare su Wikipeda come mitico Gangnam e giocato al rito collettivo della condivisione. Che, in questo non isolato caso, non passa più per le parole, né tantomeno dalla fascinazione di un’idea, o un ideale.
 
E’ riunirsi, gratis, sotto l’egida della leggerezza. Come dice Maurizio Crozza, siamo il paese di Schettino e del Pulcino Pio. Come mostrava Zemekis con Forrest Gump, seguire una persona senza un motivo preciso non è soltanto una stortura italiana. Nel 2006 un certo Matt che girava il mondo danzando un ballo sconnesso bizzarro: un sacco di persone l’hanno imitato, e seguito: in questi anni è diventato un eroe di YouTube.
 
E’ proprio vero che oggi poche cazzate ben promosse valgono più di mille parole.

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