Un centinaio di persone presenti in sala, più alcune decine collegate in streaming.  L’incontro pubblico sulla “democrazia liquida”, organizzato dal primo espulso del Movimento 5 Stelle, Valentino Tavolazzi,  a Ferrara piace ma non spopola. Colpa, forse, anche dell’etichetta che in questi giorni l’ha bollata come “meeting di ribelli del Movimento”, l’iniziativa ha raccolto meno adesioni del previsto (circa 300 partecipanti).  

Tavolazzi si mostra comunque soddisfatto: “Questo non è un incontro di scissionisti – chiarisce – Ma una grande occasione di approfondimento tecnico. Ci sono relatori importanti, che spiegano i sistemi di democrazia partecipata più utilizzati in Italia e in Europa”. Dentro la sala non un riferimento a Beppe Grillo, né un cenno a espulsioni o fuori onda, così come promesso da Tavolazzi nei giorni scorsi. Ma solo un convegno tecnico per sperimentare nuovi sistemi  di partecipazione, come Liquid Feedback, la piattaforma dei pirati tedeschi.

Ma è lontano dai relatori, nei momenti di pausa tra un intervento e un altro, che i discorsi passano presto dalle parole ai fatti, finendo inevitabilmente sulle polemiche che nelle ultime settimane hanno travolto il Movimento di Grillo. Perché di quella democrazia al centro del dibattito, nel Movimento se ne vede poca. E nessuno, qui, lo nasconde: “Noi poniamo un problema di democrazia perché vogliamo che sia risolto – spiega Tavolazzi – Perché il Movimento deve camminare con le proprie gambe, e deve avere un futuro che va oltre Beppe Grillo e oltre Gianroberto Casaleggio”.

Nessuna corrente, ribadisce quindi il consigliere. Anche se tra i presenti mancano i militanti più fedeli alla linea del duo Grillo-Casaleggio. Seduti in sala ci sono, infatti, solo attivisti ed eletti da tempo molto critici con i metodi di Beppe Grillo. Arrivano dal ferrarese, ma anche da altre città dell’Emilia Romagna. Rappresentano quella fascia di Movimento che va oltre il blog, che crede poco nelle promesse di trasparenza e partecipazione fatte da Grillo. E che, con la necessità di selezionare i candidati per la corsa al Parlamento e di definire il programma nazionale, sente l’urgenza di un software valido che garantisca l’effettivo voto di tutti. “Il forum sul sito di Grillo non è sufficiente.– si sfoga un militante prima dell’inizio del convegno – Ormai sono anni che attendiamo la piattaforma e temo che non l’avremo in tempo per le elezioni”.

A dibattito già iniziato arriva anche il consigliere dell’Emilia Romagna, Giovanni Favia, accolto da decine di flash e obiettivi.  Inizialmente cerca di dribblare la stampa: “Sono venuto perché si tratta di un iniziativa che si sta mettendo in piedi  in tantissime altre parti d’Italia per presentare il sistema di Liquid Feedback  – commenta – Sono un semplice spettatore di un incontro tecnico. Chi parla di scissione fa dietrologia giornalistica”. Ma poi aggiunge un cenno al fuori onda che nelle ultime settimane lo ha gettato nella bufera mediatica: “ Quello che è successo ormai è successo. Se si cade poi ci si rialza, per trasformare gli incidenti in risorse”. Lasciandosi andare, infine, a un commento sul ruolo di Grillo nel Movimento: “Non c’è bisogno di un nuovo leader. La soluzione non è gridare ‘W Grillo’, come si urlava ‘W Zapata’. Lo spirito deve essere quello di una rivoluzione dei cittadini. Grillo ha dei meriti perché è riuscito a a innescare questo meccanismo e lui è il nostro riferimento culturale”.  

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