Avrebbe dovuto lasciare l’Italia entro due settimane, Abdellaziz T., ventenne marocchino senza fissa dimora. Gli era stato negato il rinnovo del permesso di soggiorno, e ieri si è tolto la vita. Il giovane è stato trovato impiccato verso le undici di sera, all’interno di un centro ricreativo di Castel del Rio, nell’Imolese.

Il cadavere è stato scoperto da un quarantenne del luogo, il quale, entrato in una saletta del centro sociale di via della Resistenza (dove nel fine settimana si era anche tenuta una sagra), ha visto il corpo del ventenne appeso ad un tubo a circa tre metri di altezza. L’uomo ha immediatamente avvertito i carabinieri, che, dopo i primi accertamenti, hanno escluso il coinvolgimento di terzi nella morte del ragazzo.

Il pubblico ministero della procura di Bologna, Antonello Gustapane, ha aperto un fascicolo per istigazione al suicidio. Un atto dovuto, secondo i magistrati di piazza Trento Trieste.

Il ventenne risultava domiciliato a Imola ma da qualche tempo, di fatto, era senza fissa dimora. Quando ancora minorenne, era stato ospite della casa protetta per minori “Il veliero”, di Castel del Rio.

L’ipotesi comunque più accreditata, secondo gli inquirenti, è che il giovane si sarebbe tolto la vita in seguito al rifiuto del rinnovo del permesso di soggiorno che aveva richiesto. Il 24 agosto, infatti, il commissariato di Imola gli aveva notificato la sua decisione, con l’obbligo di lasciare il territorio nazionale entro due settimane.

Il rifiuto è probabilmente dovuto ai suoi recenti guai con la giustizia, per reati di droga e contro il patrimonio. Il giovane non ha comunque lasciato alcun biglietto o messaggio per spiegare il suo gesto estremo.

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