Era inserito nell’elenco dei nove latitanti più pericolosi nel programma speciale di ricerca elaborato dal ministero dell’Interno.  Il superlatitante Francesco Matrone, 65 anni, a capo del’omonimo clan, condannato a due ergastoli per duplice omicidio. L’operazione, eseguita dai carabinieri del Rose del comando provinciale di Salerno, coordinata dalla Dda del capoluogo, è tuttora in corso con perquisizioni nell’area di Battipaglia e Montecorvino Rovella, dove si rifugiava il latitante. Ci sono voluti 100 carabinieri, un elicottero, unità cinofile per arrestarlo.

Negli anni ’80 e ’90 Matrone era il boss che alla pari di Carmine Alfieri e Giuseppe Galasso controllava i proventi delle attività illegali del territorio a ridosso del Vesuvio. I suoi uomini sparavano, terrorizzavano, e incassavano soldi a suo nome. Matrone però era bravissimo a non farsi mai pescare con le mani nel sacco, riuscendo regolarmente a sfuggire a retate e maxi-operazioni anticamorra. Secondo gli inquirenti gli affari del boss andavano dal pizzo e minacce alle imprese, per lo più edili, conserviere ma anche società di noleggio di videogiochi e agenzie di pompe funebri. 

Latitante dal 2007 Matrone, detto “la belva” è stato arrestato in una abitazione di Battipaglia (Salerno). A far scattare le manette ai suoi polsi sono stati i carabinieri del Ros e del comando provinciale di Salerno che da tempo erano sulle sue tracce. Sono in corso numerose perquisizioni nell’area compresa tra i comuni di Battipaglia e Montecorvino Rovella, che proseguiranno nel pomeriggio e quasi certamente anche nella notte. I particolari della cattura saranno illustrati soltanto domani mattina nel corso di una conferenza stampa nella sede del comando provinciale di Salerno alla quale prenderanno parte il procuratore della Repubblica Franco Roberti che ha coordinato le attività investigative, i comandanti della Legione Carabinieri Campania, generale Carmine Adinolfi, del Ros, il generale Mario Parente, e del comando provinciale di Salerno, il colonnello Fabrizio Parrulli. Al momento c’è stretto riserbo sui possibili sviluppi che, non è escluso, potrebbero portare ad altri provvedimenti restrittivi. 

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