Faccio seguito al mio post di qualche giorno fa per segnalare un accorato appello che alcuni capi, formatori e quadri dell’Agesci mi hanno segnalato direttamente.

L’hanno sottoscritto (e reso disponibile per la firma da parte di tutti coloro che si ritrovano nel suo contenuto) in relazione alla vicenda del convegno sul rapporto tra scoutismo e tematiche legate all’orientamento sessuale e all’identità di genere.

L’appello si può leggere qui.

Quello che mi ha colpito non è solo la totale dissociazione da quanto espresso nel convegno di novembre 2011, caratterizzato da opinioni personali dei relatori del tutto discutibili, ma anche la critica che l’appello rivolge ai vertici dell’Agesci, colpevoli non soltanto di non aver dato sufficiente pubblicità al convegno stesso, in modo da allargarne la partecipazione a quanti più interessati possibile, ma anche di aver reagito con eccessiva leggerezza alle notizie di Repubblica.it, che apparentemente davano per attribute all’associazione affermazioni che invece erano da riferirsi individualmente ai relatori.

Forse la mancata chiarezza sul punto fa più danni delle opinioni discutibili di talune persone.

E’ a quelli che chiedono chiarezza che bisognerebbe dare voce, non a chi considera l’omosessualità di un capo scout come un “problema educativo”.

E’ la dimostrazione che la società è molto più avanti di quanto si sia normalmente portati a pensare.

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