Ora che le erbe stanno per riapparire e che possono essere ribrucate dalle pecore, le ricotte hanno quella cremosità che le fanno essere le più buone dell’anno. Mangiate nella loro semplicità, sono imbattibili. Ma, se avete voglia di variare, prendetene un mezzo chilo e arricchitela di due etti di buon olio più 3 uova intere, un etto di parmigiano, un cucchiaino di un trito di prezzemolo e aglio, un non niente di peperoncino, sempre e comunque una scorzina di limone grattugiato, come di una minuscola dose di noce moscata. Non vi resteranno poi che le varianti stagionali come il basilico, quando e se.

Dopo aver frullato il tutto con un mixer a immersione, otterrete un composto sufficientemente liquido che potrete versare fino alla metà di una teglia alta 3 cm, per un’altezza quindi di un centimetro e mezzo, per poi cuocerlo in un forno a 99 gradi per 20 minuti. Salterà fuori così un buon sformato di garbata consistenza e di facile fattura. Se vi avanza, il giorno dopo, potete tranquillamente frantumarlo per risaltarci della pasta corta, magari aggiungendoci, alla bisogna ancora, olio e, se ne avete voglia, un soffritto color oro di scalogni.

Non vi preoccupate se, tolto dal forno, dovesse ancora risultare crudo e informe. Nel freddarsi troverà la sua compattezza. Eventualmente poi dovrete nuovamente stiepidirlo prima di servirlo a mattonellina guarnendolo un po’ come volete. Io uso un ulteriore piccolo ciuffo di parmigiano fresco e di un C d’olio.

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