La crisi non risparmia nemmeno il fiore all’occhiello delle cooperative rosse. Le Librerie Coop hanno annunciato la cassa integrazione, che potrebbe riguardare quasi tutti i 170 dipendenti sparsi nei 26 punti vendita in tutta Italia. Un colpo durissimo che interesserà da vicino i tanti negozi in Emilia e in particolare quelli a Bologna (60 le persone impiegate), dove potrebbero non essere risparmiati neppure i lavoratori della famosa Libreria Ambasciatori.

Nel pomeriggio di oggi, infatti, un comunicato stampa dell’azienda ha confermato le voci: “La società ha chiesto formalmente nei giorni scorsi al ministero del Lavoro, e comunicato contestualmente ai sindacati, la cassa integrazione, che riguarderà a rotazione circa una ventina di lavoratori su un totale di 170”. L’azienda, inoltre, ha informato della richiesta di attivazione degli ammortizzatori sociali i sindacati nazionali, convocandoli per martedì 21: un incontro in cui dovrebbe spiegare i motivi di questa decisione e le modalità di attuazione, che rimangono ancora oscure. “È una procedura che arriva come un fulmine a ciel sereno. Si parlava di investimenti e ora invece di crisi”, dice a ilfattoquotidiano.it Malgara Cappelli, della Fisascat-Cisl Emilia Romagna.

Che fa notare anche la difficile interpretazione delle intenzioni di Librerie coop: “Che cosa significa ‘una ventina a rotazione‘? Saranno solo 20 i lavoratori interessati, oppure saranno tutti i lavoratori messi in cassa integrazione a gruppi di venti, come sembra dalla lettera arrivata nei giorni scorsi? Aspettiamo l’incontro del 21 per capire”.

Preoccupazione che si riflette inevitabilmente anche nella Cgil. “Da quello che sappiamo noi la cassa integrazione verrà chiesta per fare fronte al calo non trascurabile delle vendite”, ha spiegato il segretario regionale della Filcams-Cgil, Emiliano Sgargi, al Corriere di Bologna che ha dato la notizia. La proprietà conferma i dati negativi, anche se migliori rispetto all’andamento generale del mercato: “il mercato del libro nel 2011 ha chiuso intorno a -8 % rispetto al 2010, mentre Librerie Coop a -2,8 %; in gennaio 2012 il mercato ha chiuso al -10 % e librerie Coop a -3 %”.

Nel comunicato l’azienda ha spiegato anche i motivi delle difficoltà: “Questa crisi si abbatte su Librerie Coop in una fase di crescita molto delicata – 26 librerie in 6 anni – ancora in start up. Le librerie, infatti, non sono ancora a pieno regime e sono appesantite dagli ammortamenti dovuti agli investimenti per lo sviluppo”. Ma, rassicurano dall’azienda, si tratta di un “temporaneo ricorso agli ammortizzatori sociali per garantire da una parte i posti di lavoro esistenti e dall’altra, per affrontare laristrutturazione aziendale finalizzata alla crescita, allo sviluppo e all’occupazione.

Intanto Romano Montroni, direttore della Libreria ambasciatori di Bologna, cercato in mattinata da ilfattoquotidiano.it si è detto all’oscuro della questione, rimandando per una risposta ai vertici di Librerie coop. Vertici che, appena un anno fa, erano stati premiati per l’innovazione dal presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano. Un premio scaturito soprattutto dall’esperienza dell’Ambasciatori. Aperta pochi anni fa nel pieno centro medievale del capoluogo emiliano la libreria è diventata uno dei centri più importanti per dibattiti e presentazioni di libri con ospiti di livello nazionale e internazionale. Ora per loro come per gli altri punti vendita italiani, che vanno dalla Lombardia fino alla Campania, si annunciano momenti difficili.

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