Ora lo ha “certificato” anche il ministero per lo Sviluppo economico: le forniture di gas in Italia sono a rischio. Il Comitato riunitosi al ministero ha deciso di attivare la fase di emergenza come previsto dalla Ue e di avviare la messa in esercizio delle centrali elettriche ad olio combustibile, per contenere i consumi di gas a uso termoelettrico. Non solo. I consumi di gas dei clienti industriali (le cui clausole contrattuali prevedano tale possibilità) verranno ridotte per tutelare le utenze domestiche. La presidente di Confindustria, Emma Marcegaglia, oltre a dirsi “preoccupata”, ha aggiunto che “bisogna mettere mano alle riserve di gas, perché non si può agire solo sulle imprese”. Non solo: l’Unione europea ha annunciato di essere pronta a intervenire in soccorso dell’Italia.

Le ripercussioni di eventuali stop alle forniture sono incalcolabili e riguardano sia le famiglie, sia le imprese. E ad aggravare la situazione si aggiunge anche il problema del rigassificatore di Rovigo, fuori uso a causa del mare grosso. Fino a quando non miglioreranno le condizioni meteo nessuna nave potrà ormeggiare. Intanto le importazioni dalla Russia, secondo i dati della Snam, sono in calo del 17,9% rispetto alle aspettative dall’ingresso di Tarvisio. Ma meno metano arriva anche da Passo Gries (dove transita il Transitgas), dove si registra un -12,2%. Complessivamente la quantità di gas in arrivo è quindi del 15,7%.  inferiore rispetto alle previsioni.

Dalla Russia e dalla Francia, già ieri, sono arrivate comunicazioni preoccupanti sulle disponibilità. In serio allarme le autorità italiane. “La situazione è sicuramente critica, perché dalla Russia e dalla Francia sono diminuiti i flussi, ma la situazione è ben monitorata” ha detto già questa mattina il ministro dello Sviluppo Economico Corrado Passera. Il presidente di Eni Paolo Scaroni ha aggiunto: “Siamo in emergenza e abbiamo reagito aumentando le importazioni di gas dall’Algeria e dal nord Europa attraverso la Svizzera. Quindi non abbiamo problemi fino a mercoledì. Da giovedì possibili distacchi mirati, ci prepariamo a momenti difficili”. Poi, secondo Scaroni, la situazione tornerà alla normalità entro il fine settimana: “Con le misure che ha preso oggi il comitato d’emergenza gas si potrà disporre di ulteriori 25 milioni di metri cubi al giorno di gas, circa l’8-9% dei consumi: mi attendo quindi che la situazione si tranquillizzerà durante il prossimo weekend”.

La difficoltà contingente, inoltre, ha trovato l’ennesima conferma con quanto comunicato dalla Commissione europea che, pur sottolineando che le forniture stanno tornando a livelli normali, ha annunciato di essere è in contatto con le autorità italiane ed è pronta a valutare misure di aiuto, se si rendessero necessarie. La notizia direttamente da una portavoce di Bruxelles, che ha fatto riferimento all’emergenza gas. Italia, Romania e Germania hanno infatti flussi diminuiti dalla Russia a causa della diminuzione delle forniture da parte della Gazpron. La stessa portavoce, poi, ha anche indicato una sorta di exit strategy al nostro Paese, che ”può acquistare gas anche dall’Austria se diminuisce l’approvvigionamento dalla Russia, dato che il suo approccio energetico è molto diversificato”.

La preoccupazione di Emma Marcegaglia è per la tenuta delle imprese, che – secondo Confindustria – non possono permettersi un nuovo stop alla produzione: “Esprimiamo preoccupazione – prosegue – perché le imprese hanno già subito gli scioperi dei tir, in alcune aree non hanno potuto lavorare per il maltempo, se adesso si dovesse aggiungere anche questo ci sarebbe una forte penalizzazione. Chiediamo attenzione per le aziende che vivono un momento difficile”.

I consumatori se la prendono con il rischio-speculazioni: “Invitiamo l’Authority a vigilare contro possibili speculazioni sulle forniture di gas”. La richiesta viene dal Casper, il comitato per la difesa dei consumatori che riunisce Adoc, Codacons, Movimento Difesa del Cittadino e Unione Nazionale Consumatori. “Siamo preoccupati – affermano i presidenti delle associzioni – per la possibile minore fornitura di gas, soprattutto in un momento in cui è assolutamente necessario poter riscaldare adeguatamente le abitazioni”.

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