Beppe Grillo si è dichiarato contrario a riconoscere la cittadinanza italiana ai figli degli immigrati che siano nati in Italia. La motivazione è che questa questione sarebbe fuorviante dai veri problemi. Considero questa posizione opportunista e molto dannosa. È dannosa per le motivazioni, per il modo di ragionare. Se il rispetto dei diritti delle persone, quando rappresentano una minoranza, non deve essere affrontato, questo apre le porte alla dittatura della maggioranza, alla distruzione della democrazia. Io ritengo che il rispetto dei diritti di tutti, a partire dalle minoranze, sia il punto decisivo della democrazia che vogliamo. Lo dico da comunista che ha praticato una radicale rottura con le esperienze del socialismo reale, dove i diritti degli individui non erano rispettati. Io ritengo che il rispetto dei diritti di tutti – a partire dai più deboli – sia un punto irrinunciabile per cambiare in meglio la società.

La posizione è opportunista perché è evidente che Grillo dice solo le cose che secondo i sondaggi di opinione sono utili a prendere voti. Questo opportunismo a mio parere rappresenta il peggio della politica perché segnala una indifferenza ai contenuti e tende a cancellare la differenza tra la politica e la televendita dei prodotti di consumo. Io penso che la battaglia al razzismo sia un punto decisivo e che deve essere fatta anche quando è impopolare. Mi piace ricordare a questo riguardo cosa diceva Martin Niemoller tanti anni fa: «Prima di tutto vennero a prendere gli zingari e fui contento, perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei e stetti zitto, perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti, e io non dissi niente, perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me, e non c’era rimasto nessuno a protestare».

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