Nell’aprile del 2011 si diceva “fiducioso nella magistratura” anche dopo la condanna a 1 anno e otto mesi per frode fiscale. Ora Marco Bianchini, titolare della Karnak, non sembra però essere così fiducioso come un anno fa: per lui questa mattina sono infatti scattate le manette e l’arresto anticipato a San Marino ai fini di estradizione. La parabola giudiziaria di Bianchini, alias “il re del nero” (nomignolo coniato dalla trasmissione Report), non inizia però oggi e, anzi, viene da lontano, intrecciandosi con lobby di potere che passano dalle stanze vaticane e arrivano fino ai ministeri romani.

Sì, perché la Karnak di cui Bianchini è presidente, come emerge dalle indagini della Procura di Brescia nel 2011 e riportato dal Sole24ore, riforniva i dicasteri della capitale di tutto il materiale d’ufficio sino al 2011: penne, carta e graffette a prezzi “imbattibili”, riuscendo comunque ad incassare fior fior di milioni di euro (500 per l’esattezza, tra il 2005 ed il 2009). Come? Facendo lavorare mille agenti per la sua compagnia sammarinese senza versare un euro al fisco.

Uno scenario che ha dell’incredibile e messo a punto con un sistema (quasi) infallibile. Al quale si aggiunge il prezzo “imbattibile” della Karnak ai nostri ministeri: con un fatturato annuo di oltre 120 milioni di euro, Karnak è tra “le realtà leader nel mondo delle forniture per ufficio”, dalla carta alle stampanti, dai toner alle penne, dai raccoglitori alle pinzatrici, dal mobilio al materiale per la pulizia dell’ufficio. Solo che un concorrente italiano paga quasi il 40% di tasse, mentre la sammarinese Karnak non arriva al 17% e la sua offerta è sempre la più vantaggiosa.

Ma per Bianchini, dopo indagini fiscali incrociate, retate della Guardia di finanzia e qualche processo, va ancora tutto bene. Anche, forse, per l’appoggio di cui gode “ai piani alti” grazie all’intercessione del vescovo di San  Marino, Luigi Negri, che all’indomani dell’udienza che condanna il titolare della Karnak a 1 anno e 8 mesi, scrive a Bianchini per rinnovargli “la stima e la gratitudine” dicendosi convinto che la stampa sta scatenando nei suoi confronti “fango mediatico” e “accanimento”. Ma dopo la maxi operazione di questa mattina, non sembra che tutti i santi siano dalla parte di Bianchini.

m.p.

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