Se negli anni scorsi siamo scesi in piazza per combattere il conflitto di interessi di Berlusconi, adesso è venuto il momento di scendere in piazza contro i poteri forti che stanno condizionando l’Italia.

Quando non si permette l’espressione della volontà di più di 1 milione e 200 mila cittadini che hanno firmato per poter scegliere se abrogare il Porcellum, quando la decisione della maggioranza dei cittadini nei referendum di giugno sulla salvaguardia dei beni comuni viene disattesa, quando continuiamo a farci governare da un premier che non è stato scelto dagli elettori, quando gli stessi che hanno portato il nostro Paese al default economico siedono ancora nella maggioranza parlamentare, quando la cricca continua a difendere i propri esponenti inquisiti, quando la voce della società civile viene messa a tacere, vuol dire che è arrivato il momento di scendere in piazza per riprenderci la parola, ribellandoci e riprendendo la nostra capacità decisionale.

Dobbiamo unire gli sforzi come cittadini insieme alle forze politiche, associazioni, movimenti ed esponenti della società civile che vogliono protestare contro il Porcellum e contro i poteri forti. Prima possibile. Prima che sia troppo tardi.

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