Il segretario generale della Cgil Susanna Camusso

”Questo governo proprio non va. Stiamo scontando tre anni di politiche sbagliate”. Così il segretario generale della Cgil, parlando a margine della manifestazione nazionale “Nessun dorma” organizzata dai pensionati dello Spi-Cgil. Tre anni di politiche che “ci hanno messo in difficoltà, che hanno portato l’Italia ad essere un Paese che non cresce. Gran parte delle ragioni della nostra debolezza sta nel fatto che questo governo ha innescato un meccanismo di continuo inseguimento di risorse, per tenere i conti pubblici, diminuendo progressivamente la crescita, fino allo stato di questi due ultimi anni che è di pura stagnazione. Non riparte il Paese – rimarca Camusso – se non riparte l’occupazione. Invece l’idea del governo è quella di intervenire sui licenziamenti. Dietro quell’idea, oltre che un attacco ai diritti dei lavoratori, abbiamo la sensazione che ci sia anche l’idea di ridurre gli ammortizzatori sociali, le protezioni e quindi il reddito del Paese. Con queste ricette – conclude il leader della Cgil – continuiamo ad affossare il Paese invece che farlo riprendere”.

In piazza del Popolo, riempita dai militanti dello Spi, il segretario della Cgil attacca le politiche sul lavoro del governo e l’idea di un confronto sul tema dei licenziamenti proposto dal ministro Sacconi. “Non c’è bisogno di nessun tavolo – dice Camusso – perché questo tema dei licenziamenti non è un problema da affrontare e discutere, il problema è solo come dare continuità all’occupazione”.

close

Prima di continuare

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità ci aiutano a pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo, ma non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Sei arrivato fin qui

Se sei qui è evidente che apprezzi il nostro giornalismo. Come sai un numero sempre più grande di persone legge Ilfattoquotidiano.it senza dover pagare nulla. L’abbiamo deciso perché siamo convinti che tutti i cittadini debbano poter ricevere un’informazione libera ed indipendente.

Purtroppo il tipo di giornalismo che cerchiamo di offrirti richiede tempo e molto denaro. I ricavi della pubblicità non sono sufficienti per coprire i costi de ilfattoquotidiano.it e pagare tutti i collaboratori necessari per garantire sempre lo standard di informazione che amiamo.

Se ci leggi e ti piace quello che leggi puoi però aiutarci a continuare il nostro lavoro per il prezzo di un cappuccino alla settimana.

Grazie,
Peter Gomez

Diventa Sostenitore
Articolo Precedente

Il lavoro in un box di un testo di economia

prev
Articolo Successivo

L’articolo 18 e i vasi comunicanti in politica

next