Sbagliavamo a credere che il livello della nostra politica avesse messo in crisi la satira. Le ultime performance del nostro presidente del Consiglio e le reazioni che suscitano superano le gag dei peggiori cinepattoni.

Quando una giornalista ha domandato nella conferenza stampa congiunta della cancelliera tedesca e del presidente francese se hanno fiducia nelle capacità di Berlusconi di mettere in moto un piano di sviluppo per l’Italia, i due si sono guardati e messi a ridere seguiti dalla platea della stampa internazionale.

E  dopo le risate, Sarkozy ha risposto, molto significativamente, cercando di recuperare un po’ di aplomb: “Facciamo affidamento sul senso di responsabilità delle istituzioni nel loro insieme, politiche, economiche, finanziarie”. E’ ancora una volta  peggio di quanto era possibile prevedere, sia nella reazione emotiva, sia nel contenuto, in cui non è difficile leggere un preciso e pressante richiamo a tutti i soggetti istituzionali che abbiano orecchie per intendere.

Evidentemente gli ultimi tocchi dell’autoritratto da libro Cuore dispensati da B. al sempre accogliente Bruno Vespa, che disegnano un presidente del Consiglio tutto impegnato a fare fioretti, tra cui quello “di non ballare il bunga bunga, un semplice ballo” (nel solco dell’esempio delle ben “otto zie suore di Maria consolatrice”), non devono aver fatto breccia nei cinici cuori dei partner europei.

Così come non devono aver impressionato positivamente la platea internazionale le gesta mirabolanti del suo uomo jolly, quel Valter Lavitola che si spende come plenipotenziario del presidente del Consiglio su tutti i fronti, interni ed internazionali. Il direttore dell’Avanti contatta amabilmente e disinvoltamente il capitano reggente di San Marino come il commissario straordinario alle dighe della Protezione civile; fa pressing sul questore alla Camera Giancarlo Colucci per rammentargli quel posticino da sottosegretario che gli spetta; organizza un pranzo per trattare “una cosa importante” con il ministro Raffaele Fitto e il generale Paolo Poletti della Gdf, numero due dell’Aise.

Ma per il nuovo libro natalizio di Vespa, Questo amore, sempre più in anticipo come impongono il titolo e la situazione del paese, un Berlusconi più che mai prodigo di dettagli, ha precisato che mai si è occupato delle aspirazioni politiche di Lavitola e tantomeno della sua candidatura alle europee nel 2004.

Quanto all’utenza panamense che persino Bruno Vespa osa sottoporgli come leggermente imbarazzante, si tratta sempre, come per “le serate eleganti” spacciate da bunga bunga, delle invenzioni di pornogiornalisti e pornomagistrati sempre indaffarati nei loro golpe contro di lui: la telefonata gliel’ha passata incautamente il maggiordomo Alfredo e, beninteso, dal suo telefono personale…

Chissà, forse sarà perché i tempi non sono facili e hanno bisogno di farsi qualche risata; o forse perché, come Oscar Wilde, credono che “solo le persone superficiali non giudicano dalle apparenze”, ma in Europa, quando sentono dire Berlusconi, pensano a Massimo Boldi.

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