Che Bar Sport di Stefano Benni, scritto nel 1976, avesse come sfondo Bologna era fuor di dubbio. Eppure dopo trentacinque anni di vita, convinto Benni a far diventare il libro un film, all’appello è venuta a mancare proprio la città d’elezione.

Succede a Massimo Martelli, regista bolognese, laurea Dams, un cortometraggio sulla strage alla stazione di Bologna alle spalle e una vita alla regia per spettacoli teatrali con Vito, Gemelli Ruggeri e compagnia felsinea. Assieme ai produttori di Aurora Film, arruola un cast di stranoti attori nazionali come Claudio Bisio, Giuseppe Battiston, Antonio Catania, Lunetta Savino, e un cast “locale” di altrettanto spessore come Vito, Bob Messini, Giorgio Comaschi, ecc…

Ma appena cerca location, soprattutto interni o almeno un teatro di posa dove ricostruire il bar di Benni, dai già esigui uffici della Bologna Film Commission e da quelli omologhi dell’Emilia Romagna, nemmeno tirano su il telefono.

La voce corre e si fanno subito avanti la Puglia Film Commission, quella del Friuli e del Piemonte. Biella si propone di offrire interni, esterni e anche un incentivo economico per girare lì. Un po’ come Pupi Avati, che per filmare Gli amici del bar Margherita nel 2008 approntò un bel set a Cuneo.

“L’idea originale era quella di girare Bar Sport qua, ma nessuno ci ha detto venite”, spiega Martelli alla conferenza stampa svoltasi a Bologna al cinema Odeon, “Bisogna imparare a vendere quello che si ha e Bologna, come l’intera Emilia, hanno a disposizione un patrimonio inestimabile. Il problema è vecchio, ma ci tengo a ripeterlo: si parla tanto, ma dopo anni di inconcludenti dibattiti non è ancora stata costruita una film commission regionale”.

Occasione sprecata quasi del tutto. Visto che poi la produzione romana (solo i produttori e Claudio Amendola, breve cameo nel film, vengono dalla capitale) ha scelto come location per gli esterni Sant’Agata Bolognese. In via del tutto informale, svincolandosi dal vuoto pneumatico delle istituzioni ufficiali assenti, la piazza e i portici di Bar Sport sono state riprodotti in Piazza dei Martiri nel comune bolognese al confine con la provincia di Modena.

“Il partito della gnocca è a Sant’Agata”, scherza Martelli, “quando siamo arrivati lì, e ci siamo rimasti per tre settimane, abbiamo trovato soltanto donne a trattare con noi. Assessore alla cultura, al bilancio, sindaco e vice a Sant’Agata sono donne. Un posto davvero straordinario”.

Così finalmente il bar benniano ha visto la luce: con la Luisona, celebre brioche/pasta/krapfen depositata sul bancone del bar Sport da mesi, inserti di animazione di discreta fattura e surrealismo alla Benni, e almeno tre prestazioni attoriali di pregio. Battiston diventa il malinconico e taccagno barista Onassis; Bisio il logorroico e tuttologo Tennico (nel libro personaggio di poche righe qui sviluppato come spalla di Battiston); infine un’apparizione lampo di Teo Teocoli, cameo magistrale alla Peter Sellers, nella parte del play boy da bar.

“Benni è sempre stato restio a cedere i diritti dei suoi libri. Solo nel 1989 aveva accettato di dirigere in prima persona l’adattamento del suo libro Comici spaventati guerrieri diventato Musica per vecchi animali con Dario Fo e Paolo Rossi”, chiosa Martelli, “con noi ha collaborato alla discussione per elaborare la sceneggiatura e ha voluto alcuni nomi nel cast, gli stessi che volevo io tra l’altro. Infine ha aggiunto battute per i personaggi delle due vecchiette che nel libro appaiono poco. Finite le riprese mi ha confessato di essere rimasto molto soddisfatto del film e soprattutto lo ha ritenuto per nulla volgare. E visto che per lui il 90% di ciò che si vede e ascolta oggi è volgare, mi sembra un buon risultato”.

Bar Sport esce venerdì 21 ottobre in tutta Italia. Per info: www.barsportilfilm.it

La photogallery è di Roberto Serra

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