Non avevo mai comprato una copia de La Padania (l’articolo davanti al nome è importante: Lavitola e il suo Avanti! ne sanno qualcosa) ma la visione della prima pagina del giornale in edicola domenica e ieri in una rassegna stampa televisiva notturna mi ha convinto a provarci. E una volta riuscito nell’impresa dopo vani tentativi (a Roma, per dire, è più facile trovare il Los Angeles Times) e scrutato dal vivo la copertina in questione ho raggiunto una consapevolezza: riceveranno anche dallo stato la bellezza di 4 milioni di euro (anno di riferimento il 2007) per un venduto di circa 4000 copie: ma li spendono bene, puntando sulla qualità. Sono bravi insomma.

Ad esempio: non fanno ripetizioni. Che, si sa, è un regola che insegnano forse in quinta elementare. Scruto la prima pagina in questione (www.lapadania.com) e resto ammirato: sotto la testata che per l’appunto recita La Padania, ci sono opportunamente un occhiello e un titolo. L’occhiello dà vita a un originale tentativo di umanizzazione di un quotidiano e dice “Io esisto e sono PADANO”. E il titolone sottostante: “La rivolta del popolo PADANO”. Magari gli sarà sfuggito, che volete; travolti dalla foga per l’uscita di Napolitano che ha osato azzardare che la Padania esista tanto quanto Topolinia, Fantomas e il Mostro di Loch Ness. Poi lo sguardo scende e nella fotona a centro pagina si affronta un tema caldissimo: “Euro, se la Germania/guarda la PADANIA”. A parte il fatto che probabilmente volevano dire “La Germania guarda ALLA Padania” siamo alla terza ripetizione in dieci centimetri quadri di carta. E se si sposta lo sguardo sulla sinistra alla ricerca di un autorevole commento lo si trova. E il titolo è: “Quattro scenari: la PADANIA c’è”. Ecco, proprio questo è il problema. Un mio vecchio direttore diceva che più la notizia è una non-notizia più ha bisogno di un titolo sparato. La verità non ha bisogno di urla. Se aveva ragione (e io credo che l’avesse) la PADANIA strombazzata e ripetuta come un orapronobis in un rosario, semplicemente non esiste. E il tentativo di farla comparire dal nulla non ha nemmeno il fascino d’antan di quelle foto sgranate del lago di Loch Ness con il collo e il muso del mostro che spuntano dall’acqua.