Niente sconti a Doni e all’Atalanta, prosciolto Manfredini. Questo ha deciso la Corte di giustizia federale chiamata a dire la sua sul caso calcioscommesse. Era il secondo grado della giustizia sportiva. Per tutti i tesserati che hanno visto confermate le sanzioni già inflitte dalla disciplinare nel primo grado di giudizio, non resta ora che appellarsi al Tnas del Coni.

Confermati quindi i tre anni e mezzo di squalifica per l’ormai ex capitano dell’Atalanta, Cristiano Doni. Che vede sempre più lontano il suo ritorno in campo. La corte non ha voluto sentire ragioni. Ha sbagliato, deve pagare. Bergamo in ginocchio anche per la penalizzazione di 6 punti che la società nerazzurra dovrà scontare nel prossimo campionato di serie A: tutto come prima, la decisione dei giudici della disciplinare non è stata rivista e modificata dalla Corte di giustizia sportiva. Sorride invece Thomas Manfredini, che è stato prosciolto perché l’accusa che gravava su di lui è cambiata quasi completamente. Da illecito sportivo a slealtà sportiva. Niente male se si pensa che partiva da una punizione piuttosto pesante, vale a dire tre anni di stop.

Nessun ripensamento anche per l’altro indagato illustre, l’ex goleador della nazionale Beppe Signori. Cinque anni con radiazione. E fine della storia. Signori torna a casa senza vedere cambiata di una virgola la sanzione che gli era stata comminata in primo grado. Non potrà più occuparsi di calcio come tesserato Figc, addio sogni di gloria come dirigente. Almeno fino all’ultimo grado di giudizio, sempre che l’ex giocatore decida di andare fino in fondo.

Pure Marco Paoloni, il portiere dal quale partì l’indagine penale presso la procura di Cremona, non ha convinto chi doveva giudicare la sua posizione. L’ex numero uno di Cremonese e Benevento rimane con i 5 anni di squalifica che gli erano stati assegnati qualche giorno fa. A proposito di Cremonese, confermati anche i 6 punti di penalizzazione per la squadra che giocherà nella Prima divisione della Lega pro. Sei punti anche per l’Ascoli, che invece dovrà scontarli nel prossimo campionato di serie B.

Con sentenza del 26 marzo 2019, ormai definitiva, il Tribunale di Cremona ha assolto Marco Paoloni dal reato di cui all’art. 440 c.p., perché il fatto non sussiste e lo ha prosciolto, per intervenuta prescrizione, in relazione agli altri reati contestati”.

Aggiornato da Redazione Web

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