Cari amici di Cittadella in provincia (molto in provincia) di Padova, per chi ama la carne il kebab è una trovata alimentare davvero buona, privarvi di questa opportunità non è solo stupido, è anche una possibilità di conoscenza in meno. Perché conoscere i cibi significa conoscere le persone. La giunta leghista di Cittadella, privando quelli che (immagino senza costrizione alcuna) vogliono assaggiare un cibo diverso da quelli della propria zona, non credo riuscirà davvero a dare – come dicono loro – un “giro di vite” alle abitudini esterofile che tanto minano l’identità delle persone di Cittadella. La motivazione principale (ma anche un bambino immagina che non è quella) è che “Non sono certo alimenti che fanno parte della nostra tradizione e della nostra identità”.

Io vorrei fare una proposta alle amministrazioni venete che si riempiono la bocca con parole di cui non conoscono il significato, di smetterla di tirare fuori l’identità. Cosa sarebbe dunque l’identità dei cittadini di Cittadella? Forse i suv tedeschi o giapponesi? Forse le pizzerie napoletane? O si hanno notizie di pizzerie celtiche a Cittadella? Cosa rende peculiari i cittadini di Cittadella da doverli definire quasi identici, forse i ristoranti che preparano pesce di mare? Sono cibi tradizionali il limoncello o l’ananas servito a fine pasto? Perché questi coraggiosi sindaci così bravi a fare i forti coi deboli non chiudono i McDonald’s? Perché non chiudono i pub che vendono birre irlandesi? o tedesche? Persino lo spritz non è di origine italiana e, diciamolo pure, fa veramente male al fegato. Io mi chiedo se ad esempio gli abitanti di Saronno debbano passare il proprio tempo a mangiare amaretti e bere liquore o se gli abitanti di Battipaglia debbano mangiare tutti i giorni mozzarella. E sono davvero preoccupato per il fegato degli abitanti di Prosecco. La biodiversità sarebbe un miraggio con queste idee. Cari amministratori leghisti di Cittadella, cercate nei vostri vecchi sussidiari di quinta elementare, lì troverete scritto che l’uomo è onnivoro.

Sicuramente ci saranno altre nazioni civili che vietano la preparazione di ricette di origine straniera al proprio interno. Mi sono messo alla ricerca, devo dire che ho trovato l’Iran e alcune simpatiche combriccole di talebani. Ecco, amministratori di Cittadella, vi ritenete in buona compagnia?

Che c'è di Bello - Una guida sulle esperienze più interessanti, i trend da seguire e gli eventi da non perdere.

ISCRIVITI

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili
Articolo Precedente

Bossi, Los Padanos e i figli dalla parte giusta

next
Articolo Successivo

Historypin, la macchina del tempo digitale

next