Il mondo FQ

Buon compleanno,
Emilio Fede

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Ha appena compiuto 80 anni e in pubblico tiene botta alla grande: cerone tropicale, tinta pilifera supermogano, ammiccamenti da vero maschiaccio italico, come fosse un ragazzetto. Ma l’ottuagenario Emilio Fede ha ben poco da festeggiare, in privato. A Milano il processo nei suoi confronti viaggia spedito: niente leggine ad amicum per lui e i sodali Mora&Minetti. Il grande capo Silvioberlusconi (come lo chiama lui tutto d’un fiato, con impareggiabile sussiego e deferenza) gli vorrà pure tanto bene, ma il figliolo Pier Silvio Berlusconi (stavolta ben staccato), da vicepresidente di Mediaset, lo maltratta vistosamente.

Recita un comunicato diffuso ieri dal Comitato di redazione, ovvero il sindacato interno: ”La redazione del Tg4 esprime amarezza e sconcerto apprendendo che il vice direttore in forza a Milano (incarico ricoperto fino a due mesi fa da Claudio Minoliti, da oggi tornato a News Mediaset) non verrà sostituito”. Un vice direttore costa troppo, meglio allora sarebbe assumere 5 redattori ordinari, ha risposto in sintesi l’azienda al Cdr. Ma i 5 neo-redattori eventualmente assunti al posto di Minoliti non verrebbero destinati al Tg4. Anzi, si annuncia un prossimo prelievo di forze (3, 4 forse 5) tra i giornalisti di Fede a favore di News Mediaset in vista del varo del canale All News. Risultato: il Tg4 resta senza vicedirettore, e con la prospettiva di una ulteriore consistente riduzione del corpo redazionale.

Insomma, i vertici aziendali stanno letteralmente spolpando la testata, ma non possono mettere alla porta il direttore: sarebbe l’ennesimo colpo all’immagine della felice famiglia Mediaset, e soprattutto un bel rischio da prendersi proprio quando il buon Emilio deve testimoniare davanti ai giudici su Ruby e bunga nights. Nel frattempo, chi vuol fare davvero il giornalista da quelle parti non sa più dove sbattere la testa: “Un anno fa – continua la nota del sindacato – è stata eliminata al Tg4 la Rassegna stampa in diretta, mentre l’edizione di punta nell’ora di pranzo è stata anticipata alle 11.30. Oggi la testata viene esautorata di ogni spazio di approfondimento e gli speciali della Rete sono commissionati ad altri. A poco a poco scompare una testata e con essa il modello Tg4, quel giornalismo fatto di servizi curati con cui è nata l’informazione a Mediaset e che per 20 anni ha dato lustro all’azienda”.

La musica è finita, gli amici se ne vanno. Anche perché, se restano, possono fare al massimo le belle statuine.

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