Qui la prima parte del post con l’analisi del voto nelle città.

Da questa analisi possiamo ricavare queste tendenze generali.

“Vinciamo noi e perdono loro”, liste alla mano, Bersani torna a casa con un risultato consolidato. Ma è squisitamente amministrativo ed è vero solo al Nord: il PD è primo partito a Torino e Bologna (dove fa di più di PDL e Lega messi insieme) ed è alla pari a Milano. Non si può, però, liquidare lo scivolone di Napoli come un incidente. La vittoria è incompleta e il cappello politico va aggiunto vincendo entrambi i ballottaggi: senza la doppia affermazione c’è comunque una via di fuga per Berlusconi;

– La Lega crolla, nei voti e anche psicologicamente. Ha espresso due candidati sindaco a Bologna e Torino che non sono andati oltre il 30%. A questo dato non ha dato peso nessuno. Il partito di Bossi non ha mai brillato nelle città (a differenza del centro-sinistra) quindi è un dato provvisorio e da prendere con le pinze, ma è spia di un malessere che l’elettorato esprime nei confronti dei loro dirigenti, sempre meno di lotta e sempre più di governo, sempre più potenti ma sempre meno coraggiosi nell’esercitare la loro golden share nei confronti del PDL.

– La scissione PDL – FLI ha fatto perdere voti a entrambi. Il partito di Berlusconi regredisce in modo imbarazzante in buona parte d’Italia e il referendum nazionale sul Capo non ha funzionato. E se il Capo non tira più elettoralmente, ci si chiede che utilità possa avere per il Partito. Il terzo polo, poi, è ininfluente in entrambi i ballottaggi ma si dimenerà per valutare se appoggiare qualcuno, come, con quali forme. Assisteremo a una scenata un po’ patetica tra dirigenti di partito il cui parere apparirà pesantissimo ma che poi alle urne non avrà praticamente nessun valore: se fossi Pisapia o De Magistris punterei a motivare i miei, ignorando ogni lusinga centrista. Per FLI, basti il dato di Latina, città dalle solidi tradizioni di destra, quella vera: con Granata capolista al Consiglio Comunale e Pennacchi candidato sovraesposto, hanno ottenuto l’1%. Non c’è bisogno di aggiungere altro.

– Continuare a etichettare il Movimento5Stelle come “antipolitica” e trattare una forza politica così rilevante in tante città (e anche nelle province, dato che richiederebbe un’analisi a parte) come se i loro elettori fossero alieni o barbari, inizia a diventare un esercizio di arroganza e supponenza che non fa altro che alimentare il serbatoio di idee dei grillini. Parliamo di liste che a Bologna hanno preso il doppio dei bolognesi Fini e Casini ma senza avere lo stesso spazio televisivo, lo stesso budget e la stessa popolarità. Il Movimento sarà in tanti consigli comunali in Italia e da lì proverà a cambiare la politica dal di dentro. E  lo faranno anche giovanissimi, non costretti a pregare qualche dirigente per farsi mettere in lista dopo anni di servizievole gavetta. Sarà il caso di ascoltare le istanze di questa forza, studiare i loro metodi, prendere il meglio di quelle energie e, soprattutto, non considerarli nemici. Non sono anti-politica, tutt’altro: sono anti-sistema, come tantissimi italiani.

– Il valore di questo voto è sì politico, ma non riguarda la maggioranza, bensì l’opposizione. Bersani ha ricevuto indicazioni di un’evidenza cristallina dal suo elettorato. Se ci sono le Primarie si sostiene il candidato vincente, chiunque sia, e si va a votare la lista del PD senza esitazioni. Se non ci sono, vi puniamo. Il Terzo polo esprime sempre un dato minore alla somma di SEL+IDV, dunque anche a volersi attenere solo all’algebra e all’alchimia, la scelta pare già presa dagli elettori.

A questo proposito, Romano Prodi ha dichiarato oggi: l’alternativa non si costruisce dal centro. Parola di un vincente gentile. Come Pisapia.

Oggi in Edicola - Ricevi ogni mattina alle 7.00 le notizie e gli approfondimenti del giorno. Solo per gli abbonati.

ISCRIVITI

Sostieni ilfattoquotidiano.it: mai come in questo momento abbiamo bisogno di te.

In queste settimane di pandemia noi giornalisti, se facciamo con coscienza il nostro lavoro, svolgiamo un servizio pubblico. Anche per questo ogni giorno qui a ilfattoquotidiano.it siamo orgogliosi di offrire gratuitamente a tutti i cittadini centinaia di nuovi contenuti: notizie, approfondimenti esclusivi, interviste agli esperti, inchieste, video e tanto altro. Tutto questo lavoro però ha un grande costo economico. La pubblicità, in un periodo in cui l'economia è ferma, offre dei ricavi limitati. Non in linea con il boom di accessi. Per questo chiedo a chi legge queste righe di sostenerci. Di darci un contributo minimo, pari al prezzo di un cappuccino alla settimana, fondamentale per il nostro lavoro.
Diventate utenti sostenitori cliccando qui.
Grazie Peter Gomez

ilFattoquotidiano.it
Sostieni adesso Pagamenti disponibili

B.COME BASTA!

di Marco Travaglio 14€ Acquista
Articolo Precedente

Amministrative, Bersani: “Con crisi di governo
unica strada è il voto”

next
Articolo Successivo

Amministrative 2011
chi vince e chi perde

next