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Intercettazioni, il Pdl tenta ancora
la carta bavaglio

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Il Pdl tenta nuovamente il giro di vite sulle intercettazioni. La commissione Giustizia della Camera ha preso in esame la proposta di legge presentata “a titolo personale” il 3 marzo dal deputato Maurizio Bianconi.

Di fatto, se il testo di Bianconi diventassero legge le trascrizioni non potrebbero neppure essere portate in giudizio, ma potrebbero essere utilizzate come fonte di indagine ai fini della ricerca del reato. Inoltre, resterebbero a disposizione di un funzionario di polizia e quindi potrebbero essere previste sanzioni per colpa o negligenza in caso di una fuga di notizie.

A Montecitorio è fermo da otto mesi anche il disegno di legge sulle intercettazioni a firma del ministro della Giustizia Angelino Alfano. L’assemblea ha iniziato a esaminarlo in terza lettura il 30 luglio del 2010, ma da allora è rimasto congelato.

La proposta Bianconi è stata invece assegnata alla commissione Giustizia della Camera in sede referente. Il testo e’ composto di 2 soli articoli che chiedono la disciplina delle intercettazioni. Nel testo si elencano i casi in cui è possibile richiedere al procuratore della Repubblica le intecettazioni che comunque non possono durare più di 40 giorni, con una possibile proroga di altri 20. Al termine, si chiarisce, “in ogni caso gli elementi acquisiti attraverso le attività preventive non possono essere utilizzati nel procedimento penale, fatti salvi i fini investigativi. In ogni caso le attività di intercettazione preventiva di cui al presente articolo, e le notizie acquisite a seguito delle attività medesime, non possono essere menzionate in atti di indagine né costituire oggetto di deposizione né essere altrimenti divulgate”.

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