Un intero quartiere in costruzione sequestrato dalla magistratura di Milano per la presenza di rifiuti tossici. Il crollo della Domus Galudatoria a Pompei. Le frane a Massa Carrara in cui muoiono tre persone. L’emergenza alluvioni in Veneto. Dissesti idrogeologici e veleni nascosti sottoterra accomunati da un unico elemento: la cattiva politica. Mancata prevenzione, omesso controllo, piani regolatori non sostenibili, sono solo alcuni dei vizi che (spesso complice la mancanza di fondi) caratterizzano le amministrazioni pubbliche. A tutti i livelli. Dal governo centrale al più piccolo comune. In questi giorni gli esponenti politici dibattono sulle responsabilità, cercano le soluzioni giuste. Ieri è intervenuto anche il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano: “Il mancato rispetto delle regole – ha detto – è alla radice di molti disastri ambientali. Ci vogliono le leggi che dicano cosa fare e cosa no. E una volta che sono state fatte bisogna che vengano rispettate”.

Milano, metalli tossici e diossina: niente bonifiche, solo un telone (leggi Lorenzo Galeazzi)
Nel tardo pomeriggio arriva la notizia dalla Procura di Milano. Sequestrata un’area di 300.000 mq per irregolarità nelle bonifiche autorizzate dal Comune e per la presenza di metalli tossici e diossina. L’area, che si trova in zona Bisceglie, è stata recentemente indicata dall’amministrazione comunale per ospitare un progetto di riqualificazione in vista dell’Expo. Da una relazione dell’Arpa e del Corpo forestale dello Stato acquisita dalla magistratura emerge che, nell’ambito delle operazioni di recupero ambientale, le autorizzazioni rilasciate dal Comune alle società coinvolte sono “tutte illegittime” e che hanno “apportato un vantaggio patrimoniale” per le società cui è stata data l’autorizzazione alla bonifica”. L’indagine dei pm è partita nel giugno scorso a seguito della denuncia fatta da Francesco De Carli di Legambiente e Sergio Pennacchietti del comitato ‘Calchi Taeggi’. ”C’era un problema grave e urgente per la salute pubblica e per questo siamo intervenuti”. Con queste parole il procuratore aggiunto di Milano, Alfredo Robledo, ha spiegato le ragioni che hanno portato al sequestro.

Bondi: “Sul crollo di Pompei nessuna responsabilità” (leggi l’articolo)
“Nessuna responsabilità  per il  crollo della Domus dei Gladiatori di Pompei. Chiedere le sue dimissioni è ingiusto e segna l’incattivimento della politica”. Il ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi è intervenuto alla Camera per rispondere alle interrogazioni parlamentari. “Se avessi responsabilità per quello che è accaduto, credo che sarebbe giusto chiedere le mie dimissioni, anzi le avrei date io senza che nessuno me le chiedesse. Se invece facciamo prevalere serietà, obiettività e misura, allora sarebbe giusto riconoscere che i problemi di Pompei come le situazioni in cui versa il patrimonio artistico si trascinano da decenni senza che nessuno sia riuscito a risolverli definitivamente e a impostare una strategia efficace”. Nonostante queste scuse il Pd e l’Idv chiedono le dimissioni. I democratici presenteranno una mozione di sfiducia contro Bondi.

Massa: le frane e i documenti sul rischio geologico che non si trovano (leggi l’articolo di Nando Martelloni)
La terra frana, gli sfollati aumentano, la gente muore e la procura invia avvisi di garanzia per omicidio e disastro colposo. Succede proprio questo, a Massa, da una settimana a questa parte. Sono bastati due giorni di pioggia intensa per uccidere tre persone in questa zona della Toscana: Aldo Manfredi, il camionista di 49 anni morto sotto la frana a Mirteto, la maestra elementare Nara Ricci e il figlioletto di due anni e mezzo Mattia, uccisi dallo smottamento di Lavacchio nella loro camera da letto. Per questo la Procura di Massa ha spiccato quattro avvisi di garanzia, dopo che nel 2009 l’amministrazione comunale aveva autorizzato i lavori di somma urgenza nella stessa zona in cui ha perso la vita l’autotrasportatore Manfredi, il cui funerale si è tenuto in forma privata nella parrocchia della zona per volontà della famiglia che voleva protestare contro la giunta. L’inchiesta, questa inchiesta, è alle prime battute ma viaggia spedita: sul registro degli indagati sono già finiti l’ingegnere comunale Andrea Bontempi, funzionario del settore mobilità e protezione civile, il geometra comunale e tecnico del settore mobilità Carlo Mariani, e due soci di una ditta edile di Marina di Carrara.


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