Il mondo FQ

Crisi climatica, il caldo torrido è un problema ‘capitale’: ecco il piano del Comune di Roma per sopravvivere all’afa

A leggere i dati del secondo report di monitoraggio climatico, è ormai un fatto consolidato che il surriscaldamento stia colpendo anche il territorio capitolino; anche per questo motivo il Campidoglio ha messo a punto un piano dettagliato che verrà approvato nel 2027: ecco tutte le misure previste
Crisi climatica, il caldo torrido è un problema ‘capitale’: ecco il piano del Comune di Roma per sopravvivere all’afa
Icona dei commenti Commenti

Zero giorni di gelo nel 2025, anno tra i più caldi della storia di Roma. 101 notti tropicali (temperatura sopra i 20 gradi). 41 giorni torridi con temperatura superiore a 35 gradi. Sono alcuni dei dati contenuti nel Secondo report di monitoraggio climatico di Roma Capitale, presentato oggi 2 luglio in Campidoglio e che si inserisce in un percorso avviato nel 2024 grazie alla collaborazione tra l’amministrazione capitolina e la Fondazione Centro Euro-Mediterraneo sui Cambiamenti Climatici (CMCC). Le priorità principali? Il rischio crescente di piogge intense e alluvioni, la sicurezza degli approvvigionamenti idrici, l’adattamento dei quartieri a temperature sempre più elevate e gli impatti dell’erosione costiera e dell’innalzamento del livello del mare sul litorale. I dati arrivano da stazioni meteorologiche – nel 2025 ne sono state aggiunte 6 – e da dataset basati su rianalisi climatiche sviluppate dal CMCC sul territorio italiano. In questo secondo anno di monitoraggio, inoltre è stato introdotto FAIR (Fast AI Reanalysis), un nuovo servizio sviluppato dal CMCC e che utilizza modelli di modelli di intelligenza artificiale per rendere disponibili dati climatici aggiornati quasi in tempo reale. Sempre il CMCC ha sviluppato anche un portale, Roma Climate Hub, sulla piattaforma Dataclime per esplorare il clima di Roma passato, presente e futuro.

Aumento di calore sicuro anche nello scenario migliore

Tornando ai dati: per Roma l’anno più caldo dal 1991 è stato il 2024, con una media giornaliera pari a 19,7 gradi e superiore alla media del periodo 1991-2020 di 2,5 gradi. Anche il 2025 si conferma un anno estremamente caldo, il terzo più caldo per temperatura media e tra i primi cinque anni per diversi indicatori, tra cui l’Indice di Durata dei Periodi Caldi, i Gradi Giorno di Raffrescamento, le Notti Tropicali, i Giorni Torridi e il Numero di Ondate di Calore. Tutti i mesi, anche durante l’inverno, hanno registrato temperature superiori alla media climatica, con uno scostamento record di 4 gradi a giugno. Misurato anche il numero di Notti Torride superiori a 35 gradi, arrivato a 18 e i giorni di disagio termico estremo (36). L’aumento delle temperature medie non riguarda soltanto il territorio urbano di Roma, ma interessa anche il mar Tirreno, che ha raggiunto un picco di circa 1 °C in più nel 2024. Infine, questo secondo report integra gli scenari climatici di ultima generazione adottati nel Sesto Rapporto di Valutazione dell’IPCC. Le proiezioni si riferiscono all’orizzonte 2050 e descrivono il clima medio atteso nel trentennio 2036–2065, con due possibili traiettorie future in base ai diversi livelli di mitigazione: uno caratterizzato da una progressiva riduzione delle emissioni di gas serra e da uno sviluppo orientato alla sostenibilità, e uno in cui le emissioni rimangono elevate. Le stime sono relative alla media climatica 1991-2020.

In particolare, nello scenario a basse emissioni la temperatura media giornaliera aumenterebbe di circa 1,2 °C (rispetto alla media climatica 1991-2020), mentre nello scenario a emissioni elevate l’aumento raggiungerebbe circa 1,8 °C. Le notti tropicali passerebbero a circa 26 giorni in più all’anno nel primo scenario a circa 36 giorni in più all’anno nello scenario peggiore. L’incremento delle ondate di calore sarebbe del 148% nel primo scenario e del 203% nel secondo. Aumenterebbero inoltre i giorni di disagio termico estremo, con una temperatura percepita superiore a 45 °C: fino a circa 19 giorni nello scenario a basse emissioni e 28 giorni nello scenario a emissioni elevate. “Le ondate di calore che stiamo osservando oggi e negli ultimi anni non possono più essere lette come eventi eccezionali e isolati, ma come segnali di una trasformazione climatica strutturale che interessa già oggi la città da diversi anni”, spiega Paola Mercogliano del CMCC, direttrice del gruppo di ricerca che lavora sui rapporti climatici per Roma Capitale. “Per una realtà urbana complessa come Roma, il valore del monitoraggio climatico è proprio questo: trasformare dati ed informazioni climatiche ad alta risoluzione in informazioni utili per pianificare, prevenire e orientare le scelte di pubblici e privati e, in generale, della comunità”.

Le risposte dell’amministrazione: il Piano Caldo

Come Roma sta fronteggiando e intende fronteggiare la sfida del caldo? Sempre oggi a Roma è stato presentato, dalla giunta insieme al Direttore Ufficio Clima di Roma Capitale Edoardo Zanchini, il “Piano Caldo”, una strategia per ridurre l’impatto delle ondate di calore attraverso interventi integrati. Il Piano agisce anzitutto dando continuità a quanto fatto finora: supporto alle persone più fragili, con centri di accoglienza multifunzionali e servizi di consegna pasti, ingressi gratuiti nelle piscine comunali e centri estivi per i bambini; aumento di 187 ettari di aree verdi (+4,56%); depavimentazione di 44.501 metri quadri di terreni; installazione di pompe di calore in 87 edifici scolastici e di sistemi di raffrescamento nei centri anziani. Ancora: nuovi criteri sostenibili e requisiti minimi approvati nel Regolamento edilizio per ridurre l’effetto isola di calore urbana, punti di erogazione di acqua potabile (fontanelle e case dell’acqua), una rete dei rifugi climatici (178 al chiuso, 482 all’aperto).

Il nuovo Piano (consultabile su romaperilclima.it), verrà approvato all’inizio del 2027. Dieci le linee di azione da raggiungere entro il 2035, tra cui: garantire la vivibilità degli spazi durante le ondate di calore; rafforzare la resilienza delle infrastrutture energetiche e delle reti idriche (contro black out da sovraccarico); rafforzare le rete di parchi e giardini in ogni quartiere; rafforzare la rete di fontane pubbliche e di sistemi di riuso per irrigazione; creare una rete di spazi pubblici riparati dal sole; depavimentare; riqualificare gli uffici pubblici; creare rifugi climatici accessibili a tutti in 15 minuti a piedi. L’investimento proposto è di 50 milioni in cinque anni (altri finanziamenti arriveranno attraverso il percorso del Piano Nazionale di Adattamento al Cambiamento Climatico e programmi e progetti europei).

Ma questi fondi saranno sufficienti per interventi che devono contrastare aumenti di temperatura estremi? “Non partiamo da zero, alcune cose sono state fatte, penso all’aria condizionata negli asili. Altre misure verranno implementate e comunque Roma è la prima città a dotarsi di un piano simile. Va tenuto presente inoltre che il governo sul piano nazionale non ha messo un euro per l’adattamento”, risponde il Direttore Ufficio Clima di Roma Capitale, Edoardo Zanchini. Che sull’annosa polemica sugli alberi tagliati dall’amministrazione interviene dicendo “che gli alberi pericolosi vanno abbattuti perché mettono a rischio la vite delle persone, a questo ci dobbiamo abituare e comunque spesso è la Sovrintendenza a non volerli, Piazza Pia è stato un miracolo. Rispetto alla mancata manutenzione poi, tutti gli alberi seccati verranno ripiantati come da contratto”. Alberi tagliati, però, significano zero ombra: “Per questo uno dei punti è creare zone coperte da vele dove non si possono piantare alberi e nei quartieri più caldi”. Infine, rispetto alla serietà dell’impegno del Comune nei prossimi anni rispetto a quella che è ormai una emergenza sanitaria, afferma: “Oggi c’era tutta la giunta, mi pare che il messaggio sia chiaro”.

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione