Non erano tanti, ma erano sufficientemente arrabbiati. Per la prima volta si sono ritrovati in piazza, davanti alla Camera, i sindacati di polizia, i Cocer della Finanza e dell’Aeronautica, il Corpo forestale, la penitenziaria. Tutti, tranne i carabinieri, per dire “no” a una manovra economica che riduce ulteriormente gli investimenti per la sicurezza e la difesa. Tagli che, tra la legge Brunetta e l’attuale finanziaria, sfiorano il miliardo e 600 milioni di euro. In piazza la solita passerella dei politici d’opposizione, che ora promettono di presentare un emendamento per salvaguardare l’intero comparto. Ma in pochi credono ormai che la situazione possa cambiare. Anzi, la convinzione diffusa – mettendo insieme manovra e ddl intercettazioni – è che si stia compiendo un progetto politico ben preciso: negare alle forze dell’ordine di fare il proprio dovere, cioè arrestare i criminali.

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