“Volevo insegnare con la mente e con il cuore, ma sono riusciti a farmi odiare questo lavoro”. Così si conclude una lettere amarissima che Enzo Puglisi ha mandato a www.scuolaoggi.org. La lettera di un docente bresciano che dopo 30 anni di insegnamento grazie ai tagli della Gelmini si trova senza cattedra e si vede costretto a chiedere il trasferimento non si sa bene e non si sa bene dove.

Ma in questi giorni sono migliaia i docenti di ogni ordine e grado che si troveranno in queste condizioni, che manterranno il posto certo, ma la cattedra no. Costretti a trovarsene un’altra libera, magari a decine e decine di chilometri di distanza, sconvolgendo la propria vita. E comunque una cattedra libera che viene sottratta a chi il posto fisso non ce l’ha e resterà dunque senza una prospettiva di lavoro.

Docenti di ruolo deportati, precari sempre più senza speranza di un posto, con ricadute anche sugli studenti che con l’illuminata riforma Gelmini il prossimo settembre entreranno in classi sempre più numerose e senza molti dei loro insegnanti. Ma la continuità didattica non era uno dei fondamenti della qualità della scuola? Ma forse l’unica a non saperlo è proprio questo ministro.

Le scuole sono chiuse, ma la macchina organizzativa della scuola non si ferma durante le vacanze.

Molte operazioni si fanno ora, compresa la ricerca di una cattedra per chi l’ha persa. Intanto si aspetta il 19 luglio quando il tar del Lazio dovrà pronunciarsi sui ricorsi contro i provvedimenti della Gelmini  proprio su queste materie. E se fossero bocciati? Sarebbe il caos più totale. Ma comunque il caos resterebbe anche in queste condizioni. Il prossimo anno scolastico se ne vedranno di tutti i colori. Mai la scuola italiana che certo non ha mai vissuto anni felici, si è trovata in queste condizioni. Una vergogna.

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