L’intervista - Roberto Fico

M5S, Fico: “I Meetup devono cambiare. E con noi la Lega di Salvini non c’entra”

L’ortodosso del Movimento 5 Stelle: “I gruppi locali devono ritrovare una strada al di là delle liste. Ora siamo comunque forti. La Rai? Se vinciamo le elezioni subito una legge per scegliere presidente e cda con bandi pubblici”

3 Aprile 2017

“L’importante è essere chiari sulla strada da seguire, e coerenti. Dobbiamo essere un Movimento, tutti, senza individualismi. Continuando così andremo molto lontano”. Roberto Fico, deputato e coscienza critica del M5S, nonché presidente della commissione di Vigilanza Rai, risponde da Napoli, la sua città. Su giornali e tv rimbalza ancora il caso Genova, con Beppe Grillo e Alessandro Di Battista indagati per diffamazione. Ma Fico ostenta serenità.

Gira voce che dopo Genova temiate un assedio giudiziario…
(Sorride, ndr) Assolutamente no. È stata presentata una denuncia per diffamazione, e Grillo e Di Battista sono stati indagati, d’ufficio. Siamo tranquillissimi, anche dal punto di vista legale.

Di certo Grillo, rimuovendo la vincitrice delle Comunarie Marika Cassimatis, ha confermato che lui è il capo.
Non è così. Noi abbiamo un garante, Grillo, che è molto diverso dall’essere un capo. Beppe è una persona che non si candida, che non cerca cariche: una figura terza, che fa rispettare le regole. E figure così non esistono nei partiti.

Terzo o no, ha deciso lui.
Chi si era candidato aveva firmato un codice dove c’era scritto chiaramente che il garante avrebbe potuto intervenire fino all’ultimo. E Grillo ha ritenuto che qualcosa non avesse funzionato, tutto qui.

Ci sono problemi anche in altre città, con i vostri gruppi locali in guerra tra loro.
A mio avviso il modello sta funzionando. Le nostre liste si formano dal basso, in modo del tutto autonomo.

La parola finale è sempre dei vertici.
Noi non gestiamo le liste, gestiamo solo le certificazioni, ossia il rispetto di determinati requisiti nel formarle.

I meetup ribollono e sono assaltati da opportunisti. Un anno e mezzo fa Grillo affidò a lei e ad Alessandro Di Battista il compito di riordinarli. A che punto siete?
Il valore principale deve essere sempre il libero aggregarsi. Però i meetup hanno bisogno di ritrovare una strada che vada al di là della presentazione delle liste e delle candidature. Devono costruire realtà sui territori, diffondere valori, e fare pressione sulla politica locale. Questo è il loro ruolo.

Quindi?
Presto lanceremo sulla nostra piattaforma web Rousseau una sezione apposita per i meetup. E conterrà alcune novità.

Ne anticipi una.
Saremo più specifici sulle attività territoriali. Chiunque vorrà lanciare iniziative o buone pratiche nella sua zona potrà coordinarsi e fare gruppo con altri iscritti.

Metterete filtri alle iscrizioni?
Non ci sono filtri per i meetup, ne esistono per le candidature. E quelli saranno sempre maggiori.

Ossia?
Non me ne occupo io. Ma saremo attenti.

Lo sarete anche nei rapporti con gli Stati stranieri? Siete gli amici di Putin…
In settimana sporgeremo querela nei confronti di Andrea Romano del Pd, il quale ha superato ogni limite dicendo che prendiamo finanziamenti dalla Russia. Lo dimostri.

Resta il fatto che siete filo-russi. Di Battista e Manlio Di Stefano sono anche stati in visita a Mosca.
Non siamo filo-russi, abbiamo visitato tantissimi Paesi. E comunque abbiamo sempre detto che siamo contro le sanzioni alla Russia perché danneggiano i nostri imprenditori.

Raccontano che Washington sia preoccupata per i vostri rapporti con Mosca.
Non credo proprio, anche perché noi siamo chiari su tutte le nostre tematiche. Se il Pd e Marine Le Pen vogliono privatizzare l’acqua, noi siamo contrari. E se Donald Trump vuole alzare un muro sulla frontiera, noi non siamo d’accordo.

E sull’euro, come la pensate? Non si capisce più.
È un argomento molto complesso, che non si può risolvere con un sì o con un no in un’apparizione in tv. Dobbiamo innanzitutto capire dove può e deve andare questa Europa. Per il M5S va ricostruita, rimettendo al centro le persone.

Ma voi volete un referendum per uscire dall’euro.
Abbiamo raccolto le firme, ma se andremo al governo tra le prime cose promuoveremo un grande dibattito pubblico sull’argomento. E poi chiederemo il parere dei cittadini, con un referendum consultivo. È opportuno fare una riflessione dopo tutti questi anni.

Cosa le dicono sul tema imprese e ambasciate straniere? C’è ansia?
Quando c’è chiarezza e coerenza in quello che si dice e che si fa non si può suscitare ansia.

In Gran Bretagna sembrano già pentiti per la Brexit.
Non lo so. Ma nutro grande ammirazione per Theresa May e il suo governo, che hanno rispettato l’esito del referendum. Dovremmo imparare da loro, visto che in Italia il voto sul finanziamento ai partiti e acqua pubblica è stato disatteso.

Se si parla di Europa si parla di immigrazione. E sul punto voi e la Lega la pensate allo stesso modo. Un viatico per futuri accordi in Parlamento…
Non è così, siamo molto diversi. La Lega vuole il blocco navale e noi no, per dire. Il M5S è un altro mondo rispetto a Salvini.

Se non prendete il 40 per cento, a qualcuno dovrete chiedere i voti.
Non faremo accordi sulle poltrone ma sui temi. Chi vorrà votare le nostre proposte potrà farlo in Parlamento, alla luce del sole.

Rosato del Pd le ha proposto come legge elettorale il Legalicum, cioè l’Italicum riscritto dalla Consulta. E voi avreste risposto chiedendo un premio di governabilità.
Non abbiamo chiesto proprio niente. Rosato mi ha solo domandato la nostra posizione, e io ho ribadito che vogliamo il Legalicum anche in Senato, ma senza capilista bloccati e pluricandidature.

Si farà una nuova legge?
Se la faranno, sarà contro il M5S.

Capitolo Rai. Fabio Fazio si è lamentato “per l’azienda colpita al cuore dai politici”, e per il tetto agli stipendi. Potrebbe avere ragione.
Fazio non si era lamentato per la Rai lottizzata. Ma ora che si parla di abbassare anche il suo compenso esce fuori. Dovrebbe ricordarsi che il suo editore sono i cittadini.

Il tetto farà scappare i professionisti: è il mercato.
Il mercato va anche calmierato.

Quindi lei è favorevole ai tetti anche per gli artisti?
Ci possiamo arrivare piano piano. Prima bisogna risolvere i conflitti di interesse, come gli agenti che sono anche produttori, e cancellare gli affari sotto banco sui programmi.

Cosa farete alla Rai se vincerete le elezioni?
Approveremo subito una legge per scegliere presidente e cda con bandi pubblici, e con l’analisi dei curriculum.

Lei si candiderà a premier?
Non mi piace che si parli di candidati premier: il candidato è il Movimento.

Lei aveva tuonato contro il “vippame” e le correnti. Tutto dimenticato?
Io cerco sempre di mettere in guardia tutti dalle trappole in cui potremmo cadere, me compreso. È un ottimo momento, siamo in una fase di grande costruzione.

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