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venerdì 14/04/2017

Consip, blitz dei carabinieri: “Corruzione nel megappalto”. Romeo e gli altri: ecco chi ha vinto la gara da 2,7 miliardi

Il sospetto di una “spartizione” della commessa da 2,7 miliardi tra le coop e gli “amici di”

Corruzione e turbativa d’asta. Sono i reati per i quali si procede nel filone dell’inchiesta Consip sul più grande appalto d’Europa. Ieri la Finanza e i carabinieri, delegati dalla Procura di Roma, sono entrati nella principale stazione appaltante e hanno acquisito altri atti sulla gara Fm4 da 2,7 miliardi di euro che riguarda l’affidamento dei servizi di gestione negli uffici delle amministrazioni pubbliche, nelle università e negli istituti di ricerca d’Italia. L’appalto, diviso in 18 lotti (4 dei quali accessori), è stato indetto da Consip nel marzo 2014. Quattro mesi dopo c’è stata l’assegnazione provvisoria. Alfredo Romeo, l’imprenditore napoletano ora in carcere per corruzione, risulta primo in tre lotti: il numero 3 (Lombardia ed Emilia, senza Romagna), da 208 milioni di euro; il numero 13 (Campania e provincia di Potenza) da 221 milioni di euro; più i lotti accessori per gli immobili residuali rispetto ai lotti principali in Puglia, Calabria e Sicilia e nella provincia di Matera. In tutto sono 609 milioni di euro.

Gli altri vincitori dei lotti sono la coop rossa leader del settore Manutencoop, con 4 lotti da 532 milioni di euro e la francese Cofely, ora Engie Spa, appartenente al gruppo Gdf Suez, che si è aggiudicata provvisoriamente altri quattro lotti per un totale di 582 milioni di euro. Seguono: la Guerrato di Rovigo con 323 milioni di euro in due lotti, i tedeschi di Dussmann con 206 milioni, il Consorzio Leonardo con 117 milioni, il consorzio dell’artigianato bolognese Cipea con 130 milioni e la Ma.Ca. di Roma sempre con un lotto da 190 milioni.

La Procura di Roma vuole capire se c’è stata una spartizione decisa a tavolino. Le acquisizioni di atti in Consip continueranno nei prossimi giorni. I reati ipotizzati già ci sono: corruzione e turbativa d’asta. Non ci sono ancora indagati.

La gara Fm4 è già finita anche nel mirino dell’Antitrust, che ha aperto un’istruttoria per verificare se ci sono state irregolarità: “Si ritiene che i principali operatori attivi nel settore del facility managment possono aver coordinato le proprie strategie partecipative”. Nel mirino dell’Autorità garante del mercato sono finite, tra le altre società, la Sti Spa di Ezio Bigotti, imprenditore di Pinerolo (non indagato), definito in alcune intercettazioni nell’indagine Consip come “amico di Verdini”. Poi c’è la Manutencoop (Mfm) e il Cns, il consorzio bolognese aderente alla “rossa” Legacoop. Cns e Mfm in passato erano state sanzionate con una sentenza amministrativa definitiva sull’intesa anti-concorrenziale per un’altra gara Consip, quella delle “scuole belle.

Entrambe hanno partecipato alla gara Fm4: Cns nella primavera del 2016 però ha ritirato la propria offerta, mentre Mfm ha vinto quattro lotti. Sull’appalto da 2,7 miliardi scrive l’Antitrust: “Emerge che Cns, Manutencoop, Manital, Romeo, Engie (già Cofely) e Dussmann appaiono aver posto in essere una o più intese restrittive della concorrenza volta alla ripartizione dei lotti. A tale attività collusiva avrebbe preso parte anche il gruppo Sti, per il tramite della sua controllata Exitone”.

Poi, l’Antitrust aggiunge: “Le descritte anomalie riscontrate nelle scelte partecipative dei sei operatori (Cns, Manutencoop, Manital, Romeo, Engie e Dussmann) appaiono, difficilmente spiegabili al di fuori di un contesto collusivo. Si tratta di condotte che potrebbero porsi in un rapporto di continuità con il clima di collaborazione tra imprese concorrenti risultate dalle evidenze raccolte dell’Autorità nel corso del procedimento sulla gara pulizia nelle scuole”.

Ma torniamo all’inchiesta capitolina. Alcuni elementi sulla gara Fm4 sono emersi nel filone di indagine che riguarda la corruzione contestata a Romeo e al dirigente Consip Marco Gasparri: questi avrebbe ricevuto in 3 anni 100 mila euro dall’imprenditore, fornendo in cambio informazioni riservate sulle gare.

Per l’appalto Fm4, Gasparri ai pm ha spiegato che il suo “apporto è stato sicuramente rilevante, in particolare nella fase della richiesta di chiarimenti formulata da Consip alla Romeo sulla giustificazione dell’anomalia emersa, con riferimento all’offerta tecnico-economica”. Ed è sempre il dirigente che racconta il timore di Romeo nei confronti di società, come la Cofely, soprattutto nell’aggiudicazione – come avverrà – del lotto 10 che riguarda gli edifici nel centro storico di Roma.

Twitter @PacelliValeria

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Il dirigente pagato da Romeo sarà risentito dal giudice

Cristallizzare le accuse ad Alfredo Romeo e chiedere quanto prima il giudizio immediato, un rito al quale ricorrono i magistrati quando hanno prove certe e che gli consente di saltare l’udienza preliminare. Sono le prossime mosse della Procura di Roma che ieri ha chiesto di sentire in incidente probatorio Marco Gasparri, il dirigente della Consip accusato di corruzione: avrebbe ricevuto dall’imprenditore napoletano (ora in carcere) in tre anni circa 100 mila euro. In cambio Gasparri avrebbe fornito a Romeo informazioni riservate sulle gare. È stato lo stesso Gasparri ad ammettere la corruzione: “Romeo – ha detto ai pm – mi versava il denaro ‘una tantum’, e cioè non a cadenza fissa e predeterminata. (…) Nel 2013 ho ricevuto, in almeno altre tre occasioni, ulteriori tre tranche di 5 mila euro consegnatemi in contante sempre da Romeo. Tale sistema di pagamento è continuato, senza cadenze fisse e prestabilite, fino alla fine del 2014, e cioè fino a quando sono stato nominato direttore; a quel punto i versamenti di denaro da parte di Romeo (…) sono sensibilmente aumentati, non nella entità della somma che mi versava (…) ma nella cadenza (…) divenuta molto più frequente”.

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