Lo ius soli è “una cosa giusta fatta in un momento sbagliato e può diventare un regalo alla Lega“. Il ministro degli Esteri Angelino Alfano, nella conferenza stampa dopo la direzione di Alternativa popolare in cui ha nominato Maurizio Lupi coordinatore nazionale, ribadisce la sua convinzione sulla inopportunità della legge sulla cittadinanza italiana per gli stranieri, che non è più in calendario al Senato. Una posizione peraltro già espressa nel corso del meeting di Comunione e Liberazione a Rimini, dove aveva chiarito che il momento politico per discuterlo non fosse adeguato. E affrontare il tema prima del voto sulla legge di Bilancio sarebbe troppo rischioso per la tenuta della maggioranza. Anche se, come scriveva Repubblica nei giorni scorsi, contro il muro opposto dai centristi di Alfano Paolo Gentiloni intende usare la sponda del Vaticano.

Ma a rispondere ad Alfano interviene il portavoce Pd Matteo Richetti, che insiste: “Cerchiamo una maggioranza parlamentare per un provvedimento in cui crediamo. Non vogliamo mettere in difficoltà il governo ma la posizione del Pd sullo ius soli non si sposta di un millimetro”. E, aggiunge, Richetti: “Non ritengo corretta la valutazione di chi dice che non è tempo di fare la legge sullo ius soli. Si deve fare perché crea integrazione ed è una risposta all’inquietudine e alla paura. Non c’è tempo sbagliato per un diritto sacrosanto”. E il coordinatore Mdp Roberto Speranza, chiede al governo di smettere di “inseguire la destra. Gentiloni dimostri forza e autonomia. Lo ius soli riguarda la vita e i diritti di 800 mila ragazzi. Questo conta molto di più di Alfano e del suo partito. Il vero regalo alla Lega è inseguire le sue politiche”.

Ma il no allo ius soli viene ribadito anche dal coordinatore di Ap Lupi. “Serve una legge, ma una buona legge –  ha detto -. Ora sarebbe un errore avere altre forzature in Parlamento sullo ius soli. Per noi si tratta di una questione chiusa per quanto riguarda questa legislatura. Se ne potrà riparlare alla prossima legislatura”. Lupi, poi, sottolinea: “La differenza tra noi e la Lega è assoluta. Il Carroccio fa della legge una bandiera ideologica, mentre noi chiediamo un cambiamento perché crediamo che si tratti che la cittadinanza sia un tema fondamentale. A fine legislatura non è opportuno intervenire su un tema tanto divisivo. Aspettare sei mesi non cambia nulla. Ci saranno le elezioni e su un tema tanto divisivo come questo – conclude – potremo tornare a discutere”. il coordinatore di Ap, però, precisa che la posizione di Ap contro lo Ius soli non creerà problemi in maggioranza, perché “Gentiloni ne terrà conto come ne ha tenuto conto a luglio. Il Pd lo ritiene indispensabile, il governo farà una sintesi perché non è un governo monocolore Pd“.