Non solo una questione di merito, ma soprattutto una questione di tempistica. Angelino Alfano, ministro degli Esteri e leader di Alternativa popolare, torna ad avvertire governo e maggioranza: lo ius soli così com’è non va e comunque il momento per discuterlo non è quello opportuno. La platea è quella del meeting di Comunione e Liberazione, dove si registra un mix di umori su questo fronte e dove però solo qualche giorno fa il presidente del Consiglio Paolo Gentiloni ha assicurato il proprio sostegno a quella che ha definito una conquista di civiltà. “Le cose giuste – è la replica ufficiale dell’alleato centrista – fatte al momento sbagliato rischiano di diventare sbagliate”. Alfano ricorda come Ap abbia “già votato a favore dello ius soli alla Camera” ma ricorda anche di avere “alcuni emendamenti molto importanti” pronti per essere presentati alla ripresa dei lavori parlamentari. Parole e mosse che secondo Mdp non sono altro che un modo per far melina: “Su questo tema – replica il senatore di Articolo 1 Carlo Pegorer – non sono più accettabili meline o giochi politicisti. E servirebbe più coraggio anche da parte del Pd”.

Il disegno di legge – incardinato con “l’insurrezione” dei leghisti – ha già subito vari rinvii a causa infatti dell’ostruzionismo del centrodestra e l’esame da parte dell’Aula del Senato è slittato a settembre; prima della pausa estiva, in molti scommettevano che sarebbe finito su un binario morto pur di evitare che lo scontro all’interno delle forze di maggioranza e nell’esecutivo si acuisse a pochi mesi dal voto per le politiche e con l’ultima legge di Stabilità della legislatura da approvare. D’altro canto, che la campagna elettorale alle porte renda tutto molto complicato è quanto dimostra anche la partita siciliana, dove sia il centrosinistra sia il centrodestra faticano a chiudere un accordo per il candidato. E così proprio per evitare di terremotare la maggioranza, la linea del capo del governo sarebbe quella di tentare l’approvazione dello ius soli in Senato dopo che Palazzo Madama, a cui tocca quest’anno la prima lettura, avrà approvato la legge di bilancio. Vale a dire da fine novembre.

Non sarà facile trovare comunque i numeri a Palazzo Madama, considerando che oltre ai distinguo di Ap la maggioranza deve fare i conti anche con il muro alzato da Lega e da Forza Italia: Matteo Salvini non si è fermato neanche di fronte alle parole del Papa, che ha auspicato una maggiore integrazione dei migranti, annunciando battaglia dentro e fuori da Parlamento. Più diversificata la posizione dei centristi, con Pier Ferdinando Casini schierato per il varo del ddl al contrario appunto di Ap, ma anche di Idea, come spiega Gaetano Quagliariello: “Il provvedimento sullo ius soli all’esame del Senato – si legge in un documento del partito – si fonda su un’ideologia astratta”. Sul fronte opposto, oltre Mdp, anche Sinistra Italiana, che ha assicurato di essere disposta a votare una fiducia di scopo pur di vedere approvata la legge.