C’è una seconda indagine su Henry John Woodcock. Il pm di Napoli è indagato per falso dalla procura di Napoli in concorso con l’ex capitano del Noe Gianpaolo Scafarto in relazione all’inchiesta Consip. A fine giugno, era già emerso che il magistrato era indagato per violazione di segreto istruttorio, sempre relativamente al caso della centrale acquisti della pubblica amministrazione.

Secondo quanto riferiscono diversi quotidiani, tra cui il Corriere della Sera, il magistrato avrebbe indotto Scafarto a scrivere in un’informativa che i servizi segreti avrebbero spiato i carabinieri che stavano indagando sull’imprenditore Alfredo Romeo, accusato di corruzione. A riferirlo ai pm di Roma sarebbe stato proprio l’ex capitano del Noe durante l’interrogatorio nell’ambito di una prima inchiesta avviata dalla procura della Capitale per rivelazione di segreto istruttorio.

Il procuratore generale di Napoli Luigi Riello, ascoltato dal Csm nell’ambito del fascicolo per valutare l’incompatibilità ambientale di Woodcock, ha spiegato alla prima commissione che “questo è quanto emerge dalle dichiarazioni del capitano, che naturalmente sono da valutare in sede penale”. Il magistrato titolare del primo filone dell’inchiesta Consip, interpellato dal Corriere, non ha voluto rilasciare commenti. A valutare la veridicità delle dichiarazioni di Scafarto, che collaborava con Woodcock nell’indagine su Romeo, dovranno essere il procuratore di Roma Giuseppe Pignatone, l’aggiunto Paolo Ielo e il sostituto Mario Palazzi.

Negli scorsi giorni, davanti al gup del Tribunale di Roma Rosalba Liso, è arrivata la prima sentenza relativa all’indagine Consip: Marco Gasparri, il funzionario della centrale acquisti della pubblica amministrazione, ha patteggiato una pena di un anno e otto mesi di carcere per corruzione. Secondo l’accusa, Gasparri ha ricevuto 100mila euro in tre anni da Romeo in cambio di informazioni riservate nonché indispensabili per aggiudicarsi alcuni appalti pubblici.