Il mondo FQ

Napoli, anche il pg contro la stretta del Csm sulla comunicazione: “Il popolo è sovrano solo se informato”

Il procuratore generale Aldo Policastro registra una conferenza stampa "in attuazione della delibera" dell'organo di autogoverno: nuova polemica a 24 ore dalle critiche di Gratteri
Napoli, anche il pg contro la stretta del Csm sulla comunicazione: “Il popolo è sovrano solo se informato”
Icona dei commenti Commenti

“In una Repubblica democratica, il popolo è sovrano e lo è soltanto se è un popolo informato“. Dopo il procuratore Nicola Gratteri, anche il procuratore generale di Napoli Aldo Policastro polemizza contro l'”autobavaglio” del Consiglio superiore della magistratura, la circolare sulla comunicazione giudiziaria che ha imposto limiti ancora più stringenti ai rapporti tra pm e stampa. “Per la prima volta questa conferenza stampa sarà videoregistrata a cura della Procura generale con ben due telecamere, in attuazione della delibera del Csm del 10 giugno 2026″, ha esordito Policastro mercoledì in occasione di un incontro con i giornalisti, indetto per illustrare un’intesa tesa a contrastare la criminalità economica. Le nuove “linee guida” sulla comunicazione, infatti, obbligano tra l’altro le Procure ad assicurare “la conservazione ordinata (…) dei materiali audio-video relativi” alle conferenze stampa, da tenere “in apposita raccolta presso la segreteria dell’ufficio (…) ai fini dell’esercizio dei poteri di vigilanza e rettifica”.

Martedì, appena 24 ore prima, a criticare la delibera del Csm era stato il procuratore Gratteri, che incontrando i cronisti doopo un’operazione antimafia aveva parlato di “conferenza stampa sperimentale”: “L’informazione è un servizio, e la gente ha il diritto di sapere se quella persona che incontra al bar o quella con la quale è andata a cena è coinvolta in una indagine”, ha rivendicato Gratteri, scagliandosi contro la “visione restrittiva dell’informazione” in voga negli ultimi anni. Recependo le leggi-bavaglio dei governi Draghi e Meloni, infatti, le linee guida consentono le conferenze stampa solo “in casi eccezionali“, vietando “aggettivazioni enfatiche, dettagli superflui, denominazioni suggestive delle operazioni” e “ogni espressione che presenti l’indagato o l’imputato come colpevole”; inoltre, si impone alle procure un inedito obbligo di rettifica se un qualsiasi sviluppo successivo contraddice l’ipotesi di accusa. Una stretta che ha già spinto vari procuratori – tra cui quelli di Reggio Calabria e Firenze – a limitare in modo esasperato le informazioni fornite ai cronisti sui procedimenti.

Gentile lettore, la pubblicazione dei commenti è sospesa dalle 20 alle 9, i commenti per ogni articolo saranno chiusi dopo 72 ore, il massimo di caratteri consentito per ogni messaggio è di 1.500 e ogni utente può postare al massimo 150 commenti alla settimana. Abbiamo deciso di impostare questi limiti per migliorare la qualità del dibattito. È necessario attenersi Termini e Condizioni di utilizzo del sito (in particolare punti 3 e 5): evitare gli insulti, le accuse senza fondamento e mantenersi in tema con la discussione. I commenti saranno pubblicati dopo essere stati letti e approvati, ad eccezione di quelli pubblicati dagli utenti in white list (vedere il punto 3 della nostra policy). Infine non è consentito accedere al servizio tramite account multipli. Vi preghiamo di segnalare eventuali problemi tecnici al nostro supporto tecnico La Redazione