Almeno 28 morti, oltre 250 feriti, circa mille persone arrestate, due stazioni in fiamme, coprifuoco imposto in due città. E’ ciò che accade in India dopo la condanna del guru Gurmeet Ram Rahim Singh, 50 anni, guida della potente organizzazione socio-spirituale Dera Sacha Sauda, che nel Paese conta centinaia di migliaia di Sadhvis, cioè i suoi seguaci. Il guru è stato ritenuto colpevole di violenza sessuale nei confronti di due donne dopo un’inchiesta e un processo durato 15 anni. Tra alcuni giorni i giudici di Panchkula, in Haryana, renderanno l’entità della pena. Intanto Singh è stato preso in consegna dall’esercito che lo ha portato in prigione.

Ma intanto si è scatenata la protesta dei sostenitori del guru, conosciuto come “Rock Guru” per le sue composizioni musicali e i suoi atteggiamenti da rockstar. Le violenze sono state registrate in tre Stati indiani. Il coprifuoco è stato imposto nelle città di Panchkula e Sirsa, e misure speciali sono state introdotte anche a Noida, alla periferia di New Delhi. Oltre alle accuse di stupro, nel corso degli anni è stato anche coinvolto nelle indagini sulla morte di un giornalista e accusato di aver incoraggiato almeno 400 seguaci ad accettare la castrazione per “poter meglio avvicinarsi a Dio”. 

Le proteste di oggi erano attese tanto che giornali, radio e tv avevano inviato decine di giornalisti a coprire la vicenda, fin dalla lettura della sentenza. Già ieri molte decine di migliaia di sostenitori erano arrivati a Panchkula. I governi dell’Haryana e del Punjab hanno adottato misure speciali per tutelare l’ordine pubblico, con il dispiegamento di almeno 15mila paramilitari e di reparti dell’esercito. Un centinaio di treni sono stati cancellati mentre fino a domani è sospeso nei due Stati il servizio di Internet. Anche le scuole e gli uffici pubblici hanno chiuso i battenti. Il guru aveva diffuso un video messaggio in cui ha rivolto ai suoi sostenitori un appello alla non violenza, invitandoli a tornare a casa. Ma non è bastato.