Emmanuel Macron appena eletto riesce a far pace ai due leader libici. E si porterà a casa applausi dalla comunità internazionale e gentilezze, da parte dei leader libici, per Total e compagnie dell’indotto energetico.

Non escluderei che, se verrà effettivamente mantenuta una pace tra i due leader libici, Macron possa divenire il vero realizzatore del piano di “salvataggio dell’Europa (dai migranti)” e tutta l’Europa lo acclamerà come il giovane (di sistema, non un “nazionalista”) che ha ridato onore e credibilità alla politica estera europea. Per intenderci se ora c’è pace e intesa (fatta dai francesi non da noi italiani) magari l’Europa potrà creare un nuovo “tappo” (stile Turchia) per contrastare l’emergenza migranti in Italia. Quindi i francesi fan la figura dei salvatori dell’Europa. E noi italiani?

A quello che si sente, a noi l’Unione Europea darà forse 100 milioni per l’emergenza migranti. Peccato che bilanci alla mano del Ministero dello Sviluppo economico, l’industria dei migranti solo quest’anno costerà all’Italia poco meno di 5 miliardi.

In aggiunta pare che potremmo anche andare con le nostre navi da guerra in acque libiche, o ai confini (dipende da che fonti si leggono). La Libia era “nostra”: colonia per decenni, facciamo la figura di quelli che non san gestire una ex colonia (pur avendo là una presenza forte, economicamente parlando, chiamata Eni), mentre i francesi in Mali, Niger e Liberia sanno il fatto loro.

Nel migliore dei casi ci diamo giustificazioni per spiegarci che i migranti fanno bene e sono utili (in un momento in cui mezza Europa ci dà degli incompetenti in modo più o meno velato, spiegandoci come dovremmo gestire l’emergenza). In tutto questo il presidente dell’Inps Tito Boeri ci spiega come i migranti fanno bene alla economia italiana (non dibatto la scelta semantica della signora Boldrini che li indica come “risorse”) .

Uno studio della Bicocca, già ampiamente discusso in dicembre 2016, spiegava come i migranti non siano esattamente quella benedizione per il sistema pensionistico auspicata da Boeri. Anzi a ben riflettere c’è un tema molto più complesso da affrontare con i migranti (futuri o attuali pensionati). Se da una parte molti migranti, una volta raggiunta l’età pensionabile, è plausibile che tornino al loro paese, dove il costo della vita è più basso rispetto all’Italia e dove, a colpi di remittance (solo nel 2015 in uscita dall’Italia oltre 15 miliardi di dollari), si sono costruiti una bella casa dove passare in pace gli ultimi anni, esiste anche un fenomeno predatorio di migranti “così così”.

Come ben spiegato negli ultimi mesi anche dal Sole 24, i neo migranti pensionabili arrivano, si fan tutti i percorsi per iscriversi all’Inps, e poi tornano al loro paese. Quindi “le risorse” che aiutano l’Inps, più che essere di supporto, sembra che la affossino ulteriormente.

Me lo spiega anche Guglielmo Picchi, deputato membro della commissione Esteri: “Trovo deprecabile che una persona istruita e preparata come Tito Boeri abbia fatto dichiarazioni del genere. Forse sarò malizioso, ma Boeri è stato messo all’Inps da un governo del Pd, lo stesso Pd ha sostenuto, forse ora un po’ meno, che i migranti erano risorse. Penso alla signora Boldrini e altre figure di spicco della sinistra, che han sostenuto questa tesi. A pensar male si è sempre in tempo, ma forse le affermazioni di Boeri, a quel che leggo in contrasto con analisi di altri economisti come quelli della università Bicocca di Milano, sono state in qualche modo influenzate dalla posizione politica del partito che lo ha eletto all’Inps? Chi può dirlo”, mi spiega Picchi.

Macron sta a Boeri come la Libia ai migranti, recita il titolo. Perché? Temo che l’Italia, per l’ennesima volta, finisca a fare la figura del cioccolataio.

Dopo la dichiarazione “chiuderemo i porti” siam finiti a sperare che ci diano 100 milioni e sembra che, malgrado le nostre trattative con i due litigiosi capetti libici, sarà un deus ex machina francese bello, neo eletto, che al suono della marsigliese salverà l’Europa. A noi italiani resterà il conto da pagare e nemmeno i guadagni. Perché come nella precedente esperienza libica (la guerra contro Gheddafi dove ci han tirato dentro per sbaglio) dove francesi e inglesi fecero i loro comodi, noi siamo stati di fatto attaccati sulla nostra politica di affari esteri. E ora con Macron che ci fa i dispetti pure sui cantieri navali, rischiamo di avere uno che si fa bello a spese nostre.

@enricoverga