La frase è abusata, ma mai come in questo caso rende l’idea: per Bonucci al Milan manca solo la firma. Che – la notizia è di questi minuti – arriverà a stretto giro di posta. Ormai non ci sono più dubbi. Il difensore della nazionale, infatti, è nella sede della Juventus per formalizzare un cambio di maglia che rischia seriamente di scombussolare gli equilibri della prossima Serie A. Per lui è pronto un contratto da 7,5 milioni (più 2,5 milioni di bonus) per cinque anni. Alla Juventus (con cui Bonucci ha vinto sei scudetti di fila) andranno 40 milioni netti, senza contropartite tecniche. Subito dopo la firma, Bonucci effettuerà le visite mediche per il Milan: tutto a tempo di record, perché l’obiettivo di Fassone e Mirabelli è quello di far aggregare quanto prima il difensore alla rosa a disposizione di Montella già per la tournée del Diavolo in Cina (partenza oggi alle 13).

ORA IL MILAN È AUTORIZZATO A SOGNARE – Leonardo Bonucci sarà il decimo acquisto della sontuosa campagna rafforzamento del nuovo Milan cinese: il suo arrivo colma una delle lacune più evidenti nella squadra rossonera (quella a centrocampo è stata sanata con l’acquisto dell’argentino Biglia dalla Lazio per 20 milioni di euro) e candida di diritto il Diavolo (di cui Bonucci sarà il nuovo capitano) a un ruolo da protagonista per la prossima stagione. Sui social, nel frattempo, i tifosi milanisti sono in subbuglio: in molti vedono l’arrivo di Bonucci come la vendetta per la mai digerita cessione di Pirlo alla Juve nonché la conferma delle intenzioni vincenti della nuova società, che ora punta tutto su una prima punta di grido per interrompere la striscia vincente della Vecchia Signora: il croato Kalinic della Fiorentina e l’ex Aubameyang (Borussia Dortmund) i nomi sul taccuino di Fassone e Mirabelli, che però potrebbero riservare altre sorprese al popolo rossonero. Che, dopo Bonucci, è autorizzata a sognare in grande.

SENZA BONUCCI LA JUVE PERDE UN CARDINE – Diverso il discorso in casa Juventus. I soldi in arrivo da Milano probabilmente serviranno a colmare la lacuna che si è venuta a creare in difesa. È vero che Allegri potrebbe comunque puntare sul lancio definitivo di Rugani, ma comunque a livello numerico mancherebbe un centrale. In tal senso, non è mistero che per la sostituzione del centrale viterbese servirà un innesto di altissimo livello: radiomercato parla dei greci Manolas (Roma) e Papastathopoulos (Borussia Dortmund) e del laziale de Vrij, nomi che però non solleticano le fantasie del popolo bianconero, alle prese con una delle cessioni più dolorose degli ultimi anni. La reazione sarebbe diametralmente opposta, invece, se la Juve – come sembra – provasse a portare a Torino il brasiliano del Psg Thiago Silva, da sempre pupillo di Max Allegri. Resta il fatto che Bonucci, oltre ad essere tuttora uno dei migliori difensori del mondo, è stato l’asse portante dell’impenetrabile retroguardia che ha permesso alla Juventus di dominare in Italia e avere un ruolo importante in Europa. Non solo. Bonucci è uno degli idoli della tifoseria nonché uno dei leader dello spogliatoio.

TENSIONI CON ALLEGRI E NELLO SPOGLIATOIO ALLA BASE DELLA CESSIONE – O almeno così era fino alla vigilia della finale di Champions di Cardiff: alcuni retroscena hanno parlato di una furibonda lite tra il primo e il secondo tempo della sfida con il Real Madrid, con Bonucci furioso nei confronti di Dybala ma anche di Barzagli. Una ricostruzione mai confermata, ma che comunque è arrivata dopo la litigata con Allegri – questa sì confermata – che costò al difensore la sfida di Champions contro il Porto. Ed è proprio quell’immagine di Bonucci da solo in tribuna, al pari dei post dopo la sconfitta di Cardiff (“È stato un onore far parte di questo gruppo”), a rendere l’idea di un addio non del tutto inaspettato, ma comunque clamoroso. Anche economicamente. Appena l’estate scorsa, infatti, il Chelsea di Antonio Conte (corsi e ricorsi storici: l’ex tecnico della Juve è andato via da Torino il 15 luglio 2014) aveva offerto oltre 60 milioni di euro. La Juve e Bonucci avevano detto no. Oggi la storia si ripete, con esito diverso: il calciatore è in viaggio verso Milano, a Torino lascia meno di quanto si sperasse in termini economici, ma soprattutto tantissimi dubbi di carattere tecnico sulla tenuta difensiva dei campioni d’Italia. La sensazione, infine, è che questo passaggio di maglia possa davvero cambiare gli equilibri della prossima Serie A.