Sì è lanciato a bordo di un’auto contro una camionetta della gendarmerie, la polizia francese, sugli Champs-Elysées, all’altezza della fermata della metropolitana Franklin Roosevelt. Poi il veicolo è andato in fiamme. A quel punto gli agenti hanno estratto dall’abitacolo il conducente, che aveva con sé una pistola, e “diverse armi e munizioni“, incluso un kalashnikov. Il suo piano era quello di fare esplodere la bombola di gas che si trovava nel suo veicolo, ma non ci è riuscito. Fermato dagli agenti, è morto poco dopo, come ha riferito il ministro dell’Interno francese Gérard Collomb.

Ed è già stato riconosciuto: nato ad Argenteuil (Val-d’Oise) vicino a Parigi nel 1985, scrive Le Parisien, è schedato S, sigla riservata per i sospetti radicalizzati. Secondo altre fonti però, citate da Bfmtv che parla del ritrovamento di una carta d’identità all’interno dell’auto, l’uomo era originario di Gennevilliers, nel Hauts-de-Seine. Sempre secondo l’emittente, l’uomo avrebbe dato fuoco alla sua auto prima di andare a urtare contro il furgoncino dei gendarmi. Quello che è avvenuto alle 14.40 nel cuore della capitale francese è un nuovo atto “terroristico” e “deliberato” sul quale indagano la procura antiterrorismo e alla Dgsi, i servizi. Secondo alcune ricostruzioni, l’attentatore ha superato il furgone sulla destra prima di lanciarsi contro la camionetta degli agenti e a quel punto si è scatenato l’incendio all’interno dell’abitacolo. Adan Lofti Djaziri, secondo Bfm-Tv, era titolare di regolare porto d’armi. Il permesso era uso sportivo e valido fino al 2020.

Nessuno, riferisce la polizia, è rimasto ferito. L’azione, che si è conclusa davanti al commissariato dell’VIII arrondissement, si è svolta a poche centinaia di metri dall’Eliseo, dove in serata il presidente Emmanuel Macron riceve per una cena ufficiale il re di Giordania, Abdallah II. Chiusa per sicurezza anche la fermata della metropolitana Champs-Élysées-Clemenceau.

“Ancora una volta le forze di sicurezza in Francia sono state colpite con questo tentativo di attentato sugli Champs-Elysées”, ha detto il ministro dell’Interno, Gérard Collomb. “Nell’auto – ha aggiunto – c’erano un certo numero di armi ed esplosivi che avrebbero dovuto consentire di far esplodere il veicolo”. Collomb ha poi aggiunto che quanto accaduto conferma l’”alto livello di minaccia” terroristica e la necessità di varare la nuova legge antiterrorismo promessa dal presidente Emmanuel Macron. Il presidente, intanto, il 7 giugno ha annunciato la creazione di un “centro nazionale del contro-terrorismo” posto agli ordini diretti del presidente della Repubblica, diretto da Pierre de Bousquet de Florian, ex capo dei servizi. A comporlo inizialmente una ventina di persone, soprattutto analisti, con l’incarico del “pilotaggio strategico dei servizi”, in particolare il loro coordinamento, punto debole ravvisato durante gli ultimi anni costellati di attentati.