Finisce come una favola della buonanotte il Gran Premio di Formula 1 di Montecarlo: Ferrari prima e seconda, a ordine invertito rispetto alla partenza (Vettel sorpassa ai box il compagno Raikkonen, sfruttando i due giri in più in pista dopo il cambio gomme). Ricciardo terzo e Mercedes fuori dal podio. Per tutti gli altri il sonno post-prandiale è assicurato: le uniche emozioni le regala il guardrail di Montecarlo, capace di interrompere più volte la corsa quando il malcapitato di turno va a sbattere. Succede, ed è il momento in cui la gara può cambiare, al tedesco della Sauber Wehrlein. Al 61° giro, prima del tunnel viene toccato e finisce con la macchina appoggiata su un fianco contro il parapetto. Entra la Safety car e i distacchi si azzerano.

E’ l’unico momento in cui le Mercedes vedono da vicino le rosse di Maranello. Per il resto la gara scorre come l’acqua, senza neanche una bollicina principesca a ravvivare la situazione. In Ferrari si esulta, e giustamente: Vettel allunga nel mondiale piloti, Raikkonen si riprende dalle figuracce e la scuderia torna in testa al mondiale costruttori. Ma per lo spettatore a casa il gran premio più spettacolare dell’anno è una noia puntellata da qualche momento di riscatto. Come il finale di Ricciardo che prova a insidiare Raikkonen. O il siparietto di Fernando Alonso che dalla 500 miglia di Indianapolis dice via radio al sostituto Button: “Riporta a casa la mia macchina”. Macché, ad Alonso va male anche quando non corre: è proprio Button a giocare alla gru con Wehrlein.

Che le McLaren non siano che un ricordo del tempo che fu era noto. Ma il confronto diventa impietoso per loro e per l’intero circus quando, a pochi minuti dall’inizio della gara, la Rai manda in onda un giro di Ayrton Senna del 1990. La telecamera tremolante, la mano che si stacca dal volante per cambiare e lo sterzo che sussulta a ogni correzione. I sorpassi violenti sottolineati anche dallo sforzo fisico del campione. Niente a che vedere con la morbida quotidianità delle mani di Vettel, sempre rilassate manco stesse guidando un minivan all’esame di guida. Il ferrarista va a vincere e esulta alla radio 16 anni dopo l’ultimo successo delle rosse a Montecarlo, con Schumacher. “Master Vettel in Monaco! Grazie ragazzi, grande lavoro la macchina era molto buona”.

Gioiranno i pasionari della Formula 1: una Ferrari vincente è come Valentino Rossi ancora in vetta nella MotoGp: da non crederci. Ma la democrazia dell’alternanza Mercedes-Ferrari, nelle gare automobilistiche non basta – al contrario di Rossi con le due ruote – a mantenere vivo lo spettacolo.